25° del Crocifisso di Magione. Migliaia di fedeli in processione

L'arcivescovo: «Guardiamo alla Croce per non restare prigionieri delle nostre paure»

«La fede nel crocifisso risorto rimane il filo misterioso, ma reale della nostra vita. Essere qui, oggi, numerosi, a Magione, fa pensare ad altri momenti che hanno colpito la comunità con dei lutti pesanti (il riferimento è ai due giovani gemelli morti fulminati il 21 aprile scorso, n.d.r.), e questa festa è un tutt’uno, come la vita di ciascuno che rimane attraversata dal quel mistero che trova risposta soltanto nel Signore Gesù e in una comunità che si aiuta camminando insieme». Lo ha sottolineato l’arcivescovo Ivan Maffeis all’inizio dell’omelia della celebrazione eucaristica della domenica del Corpus Domini, 7 giugno, a Magione, alla festa del 25° del Crocifisso della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista realizzato da un autore ignoto nel secolo XVII. Nella ricorrenza è stato pubblicato un pregevole volume di 235 pagine con significative immagini d’epoca e attuali, dal titolo Magione ieri, oggi e domani, con sottotitolo Il cammino di una comunità dalle origini verso il futuro, di autori vari, la cui stampa, presso Umbra Label di Magione (maggio 2026), è stata promossa dalla Parrocchia e dal Comitato organizzatore delle Feste Giubilari 2026 del Crocifisso. Il parroco don Engjell Pitaqi, nella sua nota di saluto, scrive: «Il Vangelo ci ricorda che la vita del cristiano è costantemente segnata dalla croce. In realtà ogni condizione umana assomma in sé le gioie e le sofferenze che l’esistenza presenta». Il sindaco Massimo Lagetti scrive: «La celebrazione delle Feste giubilari in onore del Santissimo Crocifisso rappresenta un momento di altissima spiritualità e di forte coesione sociale per l’intera comunità». Come ha ricordato lo stesso arcivescovo, questa partecipata festa di popolo ha coinvolto fin dal primo mattino (poco dopo le 7) confraternite e gruppi dei Crocifissi delle parrocchie del territorio circostante: Mugnano, Agello, Sansavino, Casenuove, Montemelino-Montesperello, Villa-Soccorso-Antria, Castel Rigone, Colpiccione, San Feliciano-Monte del Lago-Torricella. Non solo, ha visto la partecipazione anche dei loro sindaci e amministratori locali.
La festa del 25° del Crocifisso di Magione proseguirà tutta la settimana e si concluderà domenica 14 giugno, alle ore 18, con la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Gianfranco Ghirlanda, patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), con la presenza del Principe Gran Maestro dello SMOM fra John T. Dunlap. Ogni giorno è dedicato alla preghiera-riflessione per ciascuna delle diverse categorie di persone, con la santa messa (alle 19) e a seguire il pellegrinaggio dei gruppi parrocchiali summenzionati. Il programma è nutrito, dalla giornata degli anziani e malati (lunedì 8) a quella del volontariato (martedì 9), dalla giornata dei giovani (mercoledì 10) a quella sacerdotale (giovedì 11), alla preghiera e suffragio ai defunti (venerdì 12) e per concludere la giornata della famiglia (sabato 13) con la benedizione degli anniversari di matrimonio da parte del vicario generale don Simone Sorbaioli. Proprio don Simone ha commentato l’anniversario del 25° del Crocifisso di Magione mettendo in risalto quanto ancora oggi sia radicata la pietà popolare. Questa festa del Crocifisso, ha detto il vicario generale, «è la più partecipata degli ultimi cinque anni nella nostra diocesi». Soddisfazione è stata espressa anche da Sergio Brozzi, che insieme a Francesco Grilli sono i due responsabili del Comitato organizzatore delle Feste Giubilari 2026. «Ancora siamo in tanti a voler trasmettere con grande amore e gioia alle future generazioni questa tradizione secolare – ha detto Sergio – che è fatta propria anche dai paesi del torrente Caina, che attraversa il nostro territorio, e ogni 25 anni celebrano la Festa giubilare del Crocifisso invitando le comunità parrocchiali vicine. E’ una occasione per ritrovarsi insieme nella fede e in preghiera per la Chiesa, in un’epoca alle prese con una secolarizzazione che non risparmia neppure le nostre comunità». A evidenziare l’importanza di ritrovarsi insieme e numerosi a queste feste giubilari, è stato lo stesso arcivescovo all’inizio dell’omelia: «A riunirci sono le nostre radici, le radici della nostra fede ed è molto bello che il libro curato per questa occasione dia voce alle nuove generazioni, ai ragazzi. Come ha detto Sergio Brozzi “la fede nel Crocifisso è una fede inclusiva, che abbatte i muri, le distanze”. E’ una fede che ci permette di riconoscerci uno e quelle braccia spalancate del Crocifisso ne sono il segno più eloquente. La processione che tra poco ci vedrà camminare sulle vie di Magione, diventi benedizione per la vita quotidiana, per il pane del lavoro, degli affetti, per i nostri anziani e ammalati». L’arcivescovo ha concluso con il pensiero sulla festa del Corpus Domini, ricordando le parole dell’apostolo Paolo: «Noi pur diversi siamo un corpo solo perché partecipi di quest’unico pane, perché uniti attorno a Colui ci rende comunità di fratelli e segno di strumento di fraternità del mondo. Portiamo impressa nel nostro cuore l’immagine del Crocifisso guardandola per non restare prigionieri delle nostre paure e poniamo ai suoi piedi la nostra esistenza. Camminiamo con rinnovata fiducia verso la meta della nostra esistenza, l’incontro sempre più profondo con i fratelli, l’incontro verso quella meta che è il Signore stesso da cui nulla potrà mai separarci».

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