Conclusa la Visita pastorale nelle comunità della V Zona

L'arcivescovo: «Siamo ancora una società umana prima ancora che cristiana»

Domenica dell’Ascensione si è conclusa la Visita pastorale dell’arcivescovo Ivan alle comunità parrocchiali (venticinque) delle quattro Unità pastorali della V Zona “Valle del Nestore” iniziata a febbraio, a Marsciano. Si è recato, lo scorso fine settimana, a Fontignano e a Mugnano. Due borghi caratteristici immersi nel verde dell’Umbria, pregni di storia non solo rurale ma dell’arte con le loro chiese medioevali e di epoca leonina. Mons. Ivan è stato accolto con molta cordialità, mettendosi in ascolto di giovani, anziani, malati, famiglie, realtà produttive e socio-aggregative.

Durante le celebrazioni eucaristiche domenicali nei due centri, l’arcivescovo ha esortato le famiglie ad andare avanti con fiducia, perché, ha detto, “il Signore non ci abbandona, ci vuole bene e non smettete di stimarvi a vicenda. All’interno della comunità e con quelle vicine cercate di lavorare insieme, attorno a progetti comuni. Soprattutto abbiate cura, come ho visto, per i nostri ragazzi e per i nostri anziani. È un periodo difficile quello che il mondo sta attraversando. Nel piccolo delle nostre comunità non mancano i momenti di sconforto, di tensione e i problemi con il lavoro. Dove è curata l’educazione dei ragazzi e dove i nostri malati, i nostri anziani sono assistiti, hanno attorno una rete di affetto, vuol dire che siamo ancora una società umana prima ancora che cristiana. Andate avanti, perché questa è la ricchezza della vita, una ricchezza che non muore».

 

«Il Pastore dorme con il suo Gregge»

Il parroco moderatore dell’Unità pastorale di Fontignano e Mugnano, don Paolo Cherubini, ha parlato di «una esperienza molto bella e intensa di tre giorni con il nostro arcivescovo, il quale si è anche fermato a dormire con noi. Per questo suo gesto è stato elogiato dalle nostre comunità, perché il Pastore dorme con il suo Gregge e questo non è affatto scontato. La nota caratteristica di questa Visita pastorale è stata la stessa identica attenzione dell’arcivescovo riservata alle piccole comunità come alle grandi. Mons. Ivan ha una predisposizione particolare all’ascolto dei bambini, dei malati e degli anziani, raccomandandosi ai genitori di spendersi per l’educazione dei figli. Ha visitato anche le nostre realtà oratoriali e l’ostello a Fontignano incoraggiandoci a proseguire quest’opera. La struttura è quasi pronta, stiamo terminando l’allestimento dei suoi 25 posti letto con tutti i servizi per una accoglienza cristiana a dimensione umana». Inoltre, don Paolo ha avuto modo di presentare a mons. Ivan alcuni appuntamenti che vedranno impegnata la comunità di Mugnano nel 2028, come la ricorrenza del centenario del Crocifisso, un evento molto atteso che coinvolgerà nell’organizzazione non solo la parrocchia.

Dalla Visita pastorale è emersa anche una sintonia e sinergia tra realtà parrocchiali e realtà socio-aggregative laiche, come le proloco, per lo sviluppo di un territorio che sa accogliere, rispetta tutti e con valori condivisi.

«Battere il ferro quando è caldo»

Su questo ed altri aspetti si è soffermato un parrocchiano impegnato di Mugnano, Andrea Ravanelli. «Io ho vissuto tre Visite pastorali, anche se la prima avevo appena dieci anni – ha raccontato Andrea –, ma questa ci ha fatto vivere tantissime emozioni ad iniziare dal primo giorno con la visita alle scuole. Una attenzione dell’arcivescovo ai bambini per richiamare noi adulti ai nostri doveri verso il futuro della comunità. Un uomo, mons. Maffeis, che riesce a raccogliere tanto affetto e attenzione non solo per la carica che ricopre, ma perché è vicino alle persone dal punto di vista umano. Anche il suo voler girare per le strade del paese, testimonia l’interesse a vedere i luoghi in cui la nostra comunità vive». Altro aspetto non trascurabile è stato, ha raccontato ancora Ravanelli, «la visita ai malati e ai disabili, un gesto di umanità di esempio per tutti, anche per coloro che sono lontani dal Signore. Oggi i problemi che la società ci pone di fronte sono tantissimi e c’è anche il rischio che la gente si allontani sempre più da Dio. Per questo ben vengano queste occasioni di vicinanza e maggiore conoscenza tra il Pastore e il suo Gregge, come anche un maggiore coinvolgimento nelle attività pastorali della parrocchia ad iniziare dall’organizzazione delle celebrazioni del centenario del Crocifisso nel 2028. La stessa Visita pastorale è stata una proficua occasione per avvicinare le persone e, come ho detto al nostro parroco don Paolo, battiamo il ferro adesso che è caldo. La Visita ci ha portato a quel passo in più per fare comunità. È importante che ci sia il giusto collante tra le diverse associazioni del territorio per dare sempre qualcosa in più tutti per andare avanti come comunità nella consapevolezza di avere anche in questo l’apporto di Dio».

 

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