
Era il 1926 quando gli abitanti dell’allora piccolo borgo di Santa Lucia a Perugia, abitato prevalentemente da famiglie contadine, chiesero al parroco di collocare una croce sulla sovrastante collina versante Monte Malbe a protezione di quanti si recavano al lavoro nei campi e dei raccolti spesso danneggiati dalle avverse condizioni meteo. Nel 1936, decimo anniversario della festa, venne edifica nel luogo della Croce una cappella al cui interno fu posizionato un crocifisso. Questa cappella è stata restaurata nel 2023 da cittadini e parrocchiani a testimonianza della volontà di preservare questo luogo per la storia che rappresenta.
Una fede e tradizione che prosegue da un secolo e al passo con l’evoluzione sociale ed occupazionale che questo quartiere periferico perugino ha vissuto trasformandosi da centro agricolo a centro industriale con la nota fabbrica della Luisa Spagnoli.
La centesima festa della Croce ha coinvolto ancora una volta nell’organizzazione la parrocchia e la locale proloco, culminando nelle giornate di sabato 16 e domenica 17 maggio con la partecipata processione della Croce per le vie di Santa Lucia e a seguire la celebrazione eucaristica nella chiesa Regina della Pace presieduta dal parroco don Alessandro Scarda. Diversi gli eventi socio-aggregativi promossi da proloco e parrocchia, quest’ultima proponendo l’iniziativa “Oratorio street festival”; eventi che hanno coinvolto tutto il quartiere addobbato a festa con cento stendardi in tessuto rosso cuciti a mano con al centro una croce ricamata con filo giallo-oro.
“In una società sempre più secolarizzata dove la fede della pietà popolare potrebbe essere praticata solo da persone con i capelli grigi, vedere anche tanti giovani in processione dietro alla Croce, ci fa riflettere e sperare che non tutto andrà perduto delle nostre tradizioni che sono tasselli importanti della stessa storia civile e religiosa locale. Per questo ci impegniamo come comunità tutta a trasmettere questi valori cristiani e popolari alle nuove generazioni”. È il commento rilasciato al settimanale La Voce, a margine dell’evento della centesima festa della Croce, dal parroco don Alessandro Scarda che aggiunge: “pochissime volte non si è svolte questa festa, ultima nel 2020 a causa del Covid, e durante la seconda guerra mondiale, ci raccontano i più anziani, si tenne volutamente per affidare alla protezione del Ss. Crocifisso i soldati in guerra. Anche oggi non sono mancate le intenzioni di preghiera perché cessino le guerre e le violenze nel mondo. Abbiamo bisogno tutti di pace e la invochiamo con le preghiere che rivolgiamo incessantemente anche alla nostra Regina della Pace a cui è intitolata questa chiesa parrocchiale”.
Fotogallery












