
La piovra stende i tentacoli nella misura in cui le si consente di muoversi nell’ombra. Per ribadire l’impegno di tener bene accesa la luce, la Fondazione Umbria per la prevenzione dell’usura, in occasione del suo trentennale, sceglie di intitolarsi a san Bernardino da Siena.
Nella sua vibrante predicazione il Santo definì gli usurai “anime senz’ali”, che “bevono il sangue dei poveri” e non esiterebbero a “sbudellare Cristo per farne corde da liuto”; li ammonì a non illudersi di potersi salvare con qualche elemosina e esortò i confessori a non assolvere quanti non davano garanzie di vero pentimento.
Tre le forme di usura denunciate dal Presidente della Fondazione, il magistrato Fausto Cardella: l’usura della criminalità organizzata, quella della porta accanto e quella bancaria; costituiscono “una pandemia sociale” (Papa Francesco), che può essere affrontata solo con la cultura della legalità.
L’appuntamento è in Cattedrale alle 18 di mercoledì 29 aprile, giorno della festa di un’altra grande senese, santa Caterina, patrona d’Italia e d’Europa. Alla celebrazione seguirà un incontro nell’adiacente Sala del Dottorato con la lectio del Prof. Ferdinando Treggiari: “Fr. Bernardino condanna l’usura a Perugia”.
don Ivan, Vescovo
