Siamo un volto, che chiede d’esser guardato

Il nostro tempo ci vede connessi a dispositivi digitali, che producono dati in modo continuo e spesso a noi inconsapevole. La generazione di questa grande quantità di informazioni innesca una corsa allo sviluppo di algoritmi: più che verità, offrono verosimiglianza, combinazioni, risposte probabili e plausibili.

Progettate per catturare il nostro tempo, le piattaforme digitali ci espongono al rischio di un controllo sociale che prevede, orienta e profila i nostri comportamenti.

L’enciclica di Papa Leone ci sprona a educare e rafforzare la nostra libertà interiore; un’educazione che non spenga “il desiderio di porre domande”. Noi camminiamo con chi ci suscita domande di senso, di felicità, di creatività: educatore è colui che assume la responsabilità di stare davanti all’altro, di vivere con lui un tempo condiviso e un percorso di esperienza. “Anche quando le macchine eccellono nell’efficienza – scrive il Papa – il centro della storia rimane un volto umano che chiede di essere guardato”.

don Ivan, Vescovo