
Questa realtà presente nella maggior parte delle regioni italiane con un proprio capitolo coordinato dal rettore Paolo Caucci Von Saucken e dall’assistente generale, Mons. Paolo Giulietti, svolge un servizio unico per la promozione del pellegrinaggio come strumento pastorale e via di incontro con il Signore.
San Pietro in Vigneto, nel cammino verso Assisi, San Nicolas sulla via francese del cammino di Santiago, insieme anche ad altre strutture, sono per la via Francigena e non solo una testimonianza vivente di disponibilità e servizio. In esse, per la maggior parte dell’anno, i confratelli svolgono il loro turno di accoglienza e servizio per i pellegrini che passano verso le mete più conosciute delle vie cristiane di pellegrinaggio.
Anche quest’anno il raduno è stato caratterizzato da momenti conviviali, di confronto e culturali. Sono state presentate le esperienze di pellegrinaggio, come quella di marzo in Terra Santa o il grande progetto per il 2028 di un pellegrinaggio sulle vie della fede in Giappone.
Sabato mattina, insieme ad alcuni esperti, la Confraternita si è radunata presso l’oratorio di Santa Cecilia per guardare, nell’anno dell’ottocentenario della sua morte, a Francesco d’Assisi, come homo viator. Nel pomeriggio invece, presso la Chiesa di Santa Lucia al corso, nuova sede della confraternita, i priori si sono ritrovati per votare, alla presenza di tutti i membri convenuti a Perugia, il nuovo statuto, poi presentato al nostro arcivescovo.
Domenica mattina la celebrazione dei confratelli si è svolta presso la chiesa di Sant’Andrea in piazza Piccinino. Qui i pellegrini hanno ricevuto la credenziale utile a segnare le tappe dei prossimi pellegrinaggi e alcuni, dopo il loro tempo di noviziato, hanno ottenuto l’investitura di confratelli secondo il consueto rito.
Un tempo di condivisione di ampio respiro, che ha superato i confini nazionali e in cui tutti, ancora una volta, si sono sentiti fratelli e a casa.
