San Domenico a Perugia

Domenica 24, alle 19, nella basilica di San Domenico, a Perugia, S. Messa in occasione della ricorrenza della traslazione delle spoglie del santo. Tradizione e storia.

Nella Basilica di S. Domenico in Perugia, domenica 24 maggio, alle 19, si festeggia solennemente San Domenico di Guzmann (1170-1221), sacerdote e fondatore dell’Ordine dei Predicatori (Domenicani), contemporaneo di San Francesco d’Assisi. Perugia conserva la tradizione che i due Santi si incontrarono proprio in città.

Perché questa data? Sappiamo che San Domenico si celebra l’8 agosto; tuttavia, tra il caldo estivo e le varie ferie, l’Ordine dà la possibilità di scegliere anche la data del 24 maggio, giorno della traslazione delle spoglie del Santo. Egli morì a Bologna e inizialmente venne seppellito nel coro della chiesa di San Niccolò delle Vigne; nel 1233 venne esumato e trasferito in un sarcofago di marmo, ancora visibile nell’attuale Basilica di San Domenico a Bologna, opera di Nicola Pisano.

Ma chi era questo Santo? Domenico nacque in Spagna a Caleruega, villaggio montano della Vecchia Castiglia. Fanciullo, fu affidato allo zio arciprete perché venisse iniziato alle verità di fede e ai primi elementi del sapere. A quindici anni passò a Palencia per frequentare i corsi regolari (arti liberali e teologia) nelle celebri scuole di quella città. Ma, terminati gli studi (1196-1197), sente la chiamata divina al sacerdozio: entra nel Capitolo di Osma dietro l’invito dello stesso priore Diego d’Acebes.

Quando Diego diverrà vescovo (1201), sceglierà proprio Domenico per una delicata missione diplomatica in Danimarca.

Il contatto vivo con le popolazioni della Francia meridionale in balìa degli eretici catari, l’entusiasmo delle cristianità nordiche per le grandi imprese missionarie verso l’Est, costituiscono per Diego e per Domenico una rivelazione: anch’essi saranno missionari.

Di ritorno da un secondo viaggio in Danimarca scendono a Roma (1206) e chiedono di potersi dedicare all’evangelizzazione dei pagani. Ma Innocenzo III orienta il loro zelo missionario verso quella predicazione nell’Albigese da lui ardentemente e autorevolmente promossa fin dal 1203.

Domenico accetta la nuova consegna e lì vi rimarrà anche quando si dissolverà la Legazione pontificia, e l’improvvisa morte di Diego (30 dicembre 1207) lo lascerà solo.

Pubblici dibattiti, colloqui personali, trattative, predicazione, opera di persuasione, preghiera e penitenza: così fino al 1215 quando Folco, vescovo di Tolosa, lo nomina predicatore della sua diocesi.

Intanto alcuni amici si stringono intorno a Domenico che viene maturando un ardito piano: dare alla Predicazione forma stabile e organizzata. Insieme a Folco si reca quindi a Roma (1215) e sottopone il suo progetto a Innocenzo III che lo conferma.

L’anno successivo, il 22 dicembre, Onorio III darà l’approvazione ufficiale alla Predicazione di Tolosa. Nell’estate del 1217 il santo Fondatore dissemina i suoi figli in Europa, inviandoli soprattutto a Parigi e a Bologna, i primi centri universitari del tempo. Poi con un’attività meravigliosa prodiga tutte le sue energie alla diffusione della sua opera.

Nel 1220 e nel 1221 presiede in Bologna ai due Capitoli Generali destinati a redigere la magna charta ed a precisare gli elementi architettonici dell’Ordine: predicazione, studio, povertà mendicante, vita comune, legislazione, distribuzione geografica, spedizioni missionarie.

Alla sua morte, papa Gregorio IX, a lui tanto cordialmente legato, lo canonizzerà il 3 luglio 1234.

Alla base della vita di San Domenico sta questo preciso programma apostolico: testimoniare amorosamente Dio dinanzi ai fratelli donando loro, nella povertà evangelica, la verità. Tre componenti confluiscono mirabilmente a formare la struttura dell’Ordine: una missione ufficiale della Chiesa (la predicazione); una vita di regolare osservanza (tradizione monastica e canonicale); un’idea propulsiva (l’ideale di povertà evangelica). Domenico è ardito e prudente, risoluto e rispettoso verso l’altrui giudizio, geniale e obbediente alle direttive della Chiesa.

Proprio per questo, ancora oggi i frati della Basilica perugina a lui dedicata, invitano tutti alle celebrazioni in onore del Santo, a partire dal 21 maggio con l’inizio del Triduo di preparazione, con una S. Messa alle 18 celebrata all’altare di San Domenico. Per tre giorni celebreranno tre diversi nostri confratelli domenicani: p. Manuel Russo, rettore della Basilica di S. Marco di Firenze (giovedì 21), p. Fabrizio Cambi, priore del Convento di Santa Maria sopra Minerva a Roma (venerdì 22), e p. Domenico Sprecacenere, viceparroco della nostra Parrocchia di S. Maria del Rosario, sempre a Roma, zona Prati, nei pressi di S. Pietro (sabato 23).

Domenica 24 maggio, giorno della festa, alle 19, la S. Messa solenne presieduta da un frate francescano. I canti saranno eseguiti dal coro “S. Maria Assunta” di Corciano, con concerto finale.