
Si è tenuto dal 16 al 18 aprile il II Incontro nazionale dei Servizi territoriali per la tutela dei minori: oltre 200 delegati – fra i quali alcuni membri dell’equipe della diocesi di Perugia-Città della Pieve – hanno partecipato ai lavori che hanno sviluppato il tema della vulnerabilità come “luogo teologico e antropologico”.
“Nella visione cristiana, il rispetto non è soltanto correttezza – scrive Papa Leone nel Messaggio ai partecipanti –: è una forma esigente della carità, che si esprime nel custodire l’altro senza appropriarsene, nell’accompagnarlo senza dominarlo, nel servirlo senza umiliarlo. Da questa radice cresce la possibilità di relazioni limpide, mature e sicure.
“È necessario educarci a riconoscere la vulnerabilità come tratto ontologico dell’essere umano”, ha detto nell’introduzione ai lavori la Presidente Chiara Griffini, “il safeguarding non può restare un ambito specialistico, separato o delegato a pochi, ma è chiamato a diventare parte dell’ethos quotidiano delle nostre comunità cristiane, una missione comunitaria permanente, dimensione strutturale e ordinaria della vita ecclesiale”.
È possibile ripercorrere la tre giorni attraverso gli interventi dei relatori, le slide presentate e una rassegna stampa dell’evento cliccando sui link del programma dell’incontro.
