
Si è conclusa la mostra ‘L’atteso ritorno. Raffaello per Monteluce dai Musei Vaticani’, in cui è stata esposta l’Incoronazione della Vergine presso il Museo del Capitolo di Perugia, opera commissionata dalle Clarisse del Monastero di Santa Maria di Monteluce nel 1505 a Raffaello Sanzio e portata a compimento dai suoi allievi Giulio Romano e Giovan Francesco Penni.
Un atteso ritorno, reso possibile in occasione del Giubileo della Speranza, grazie alla preziosa collaborazione tra l’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve e i Musei Vaticani diretti da Barbara Jatta. In questi mesi 8.000 visitatori hanno potuto ammirare questo capolavoro rinascimentale, compiendo un percorso di approfondimento alla scoperta della Pala, della storia del monastero e del profondo significato spirituale dell’anno giubilare. Dopo oltre duecento anni, la Pala è tornata a dialogare con la predella di Berto di Giovanni concessa in prestito dalla Galleria Nazionale dell’Umbria e con un prezioso Crocifisso quattrocentesco proveniente dal Monastero delle Clarisse di Sant’Erminio.
La mostra è stata una grande occasione di studio, di condivisione e di ricerca per approfondire la conoscenza sull’Incoronazione di Monteluce, ma anche un’opportunità per raccontare le tematiche giubilari, affidando all’arte il compito di dialogare con le attese e le inquietudini del nostro tempo. Un’esposizione che ha suscitato l’interesse di turisti, perugini, parrocchie, associazioni culturali, gruppi di studenti universitari, Università della Terza Età, studiosi, ricercatori, ma anche tante scuole di ogni ordine e grado, che hanno potuto apprezzare le proposte didattiche predisposte dai Servizi Educativi di Isola San Lorenzo
Terminata la mostra, cosa resta? A testimonianza di questo intenso lavoro rimane molto: in primis il prezioso catalogo, risultato di una collaborazione scientifica e istituzionale tra la Diocesi di Perugia-Città della Pieve e i Musei Vaticani, che costituisce un punto di riferimento per gli studi sull’opera e sul Monastero delle Clarisse di Monteluce a cui hanno contribuito anche studiosi dell’Università degli Studi di Perugia e della Galleria Nazionale dell’Umbria.
Il volume edito da Silvana Editoriale documenta gli esiti degli studi e delle ricerche condotte nei mesi precedenti alla mostra. Un lavoro interdisciplinare in cui professionalità diverse si sono confrontate studiando l’architettura della chiesa di Monteluce, le complesse vicende della commissione a Raffaello Sanzio, i disegni preparatori, l’iconografia, la fortuna critica e iconografica. Tra i risultati più rilevanti vanno segnalati gli esiti delle indagini diagnostiche condotte dal Gabinetto di Ricerche Scientifiche dei Musei Vaticani e dagli approfondimenti sulla struttura lignea compiuti dal Laboratorio di Restauro Materiali Lignei dei Musei Vaticani, che hanno consentito di giungere alla certezza dell’intervento diretto di Raffaello nella parte superiore della tavola. “Oggi possiamo affermare che Raffaello ha contribuito in maniera diretta e sostanziale alla parte alta del dipinto, attraverso un disegno preparatorio che rivela uno stile libero e sensibile, rispetto a un segno più meccanico e ripetitivo nella parte inferiore” osserva il Direttore dei Musei Vaticani Barbara Jatta nel catalogo di mostra, precisando che “gli studi confermano quindi la complessità esecutiva, derivata dall’unione di due opere diverse in un unico progetto, ispirato da Raffaello ma realizzato solo in parte da lui”.
Questo significativo lavoro preliminare è stato supportato anche dall’Ufficio del Conservatore dei Musei Vaticani che si è prodigato per individuare le condizioni ottimali per l’esposizione dell’opera a Perugia, dalla Fototeca e dall’Ufficio Stampa che insieme a Isola San Lorenzo si è occupato delle attività di comunicazione e promozione della mostra.
Oltre al catalogo, disponibile presso il Museo del Capitolo e alla Libreria delle Volte, resteranno indelebili gli “incontri” tra i visitatori e le opere osserva il Direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Perugia-Città della Pieve Architetto Alessandro Polidori. Porteremo con noi gli occhi delle persone che si sono commosse nel rivedere da vicino il Crocifisso dinanzi al quale avevano pregato
per decenni i propri genitori e nonni, ricorderemo l’emozione di una visitatrice, definitasi non credente, rimasta colpita dalla sintonia degli sguardi tra Maria e Gesù nella lunetta, proveremo a immaginare quel “sapore di cielo” con cui un bambino ha definito la Pala di Monteluce e infine faremo memoria del momento di preghiera vissuto in Cattedrale con le monache di Monteluce uscite eccezionalmente dalla clausura e del Salve Regina cantato difronte alla loro “amata Pala”, segno indelebile di una Speranza vera.
Questa speranza ci accompagnerà in futuro anche grazie al rinnovato legame tra la città e l’insediamento monastico di Santa Maria Assunta di Monteluce in S. Erminio, la cui storia di arte e di fede, di memoria e di bellezza in questa circostanza è tornata a parlare a ciascuno di noi.
La mostra non si configura come un punto di arrivo, bensì come uno slancio per proseguire nella ricerca e nell’approfondimento di tanti aspetti che sono emersi durante i lavori preparatori. Grazie alla sinergia tra la Diocesi di Perugia-Città della Pieve e i Musei Vaticani gli studi continueranno ad andare avanti anche nei prossimi mesi al fine di confluire in una giornata di studi, che avrà come obiettivo principale quello di ampliare la conoscenza su questo complesso capolavoro dell’arte rinascimentale che tanto ci ha meravigliati in questi mesi.
Realizzata con il sostegno di Fondazione Perugia, con il sostegno e il patrocinio della Regione Umbria e con il patrocinio dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria, la mostra ha ottenuto il patrocinio del Comune di Perugia, del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede e dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana.






