17 aprile – Liturgia delle ore

17 aprile

 

Beato Giacomo da Cerqueto

sacerdote

Memoria facoltativa

Cerqueto: Memoria obbligatoria

 

Dal Comune dei pastori o dei santi religiosi, con salmodia del giorno del salterio.

 

Seconda lettura

Dalla “Regola” di sant’Agostino, vescovo

(1, 8; 2, 1-3; 3, 1; 4, 1-3; 5, 2; 6, 1-2; 8, 1, in Opere di sant’Agostino, Morale e ascetismo cristiano, VII/2, Roma, Città Nuova, 2001, pp. 31, 33, 37, 41, 45, 47)

 Vivete unanimi e concordi e, in voi, onorate reciprocamente Dio di cui siete fatti tempio

 

Tutti vivete unanimi e concordi e, in voi, onorate reciprocamente Dio di cui siete fatti tempio.

Attendete con alacrità alle preghiere nelle ore e nei tempi stabiliti. L’oratorio sia adibito esclusivamente allo scopo per cui è stato fatto e che gli ha dato il nome. Se perciò qualcuno, avendo tempo, volesse pregare anche fuori delle ore stabilite, non ne sia ostacolato da chi abbia ritenuto conveniente adibire l’oratorio a scopi diversi. Quando pregate Dio con salmi ed inni, meditate nel cuore ciò che proferite con la voce.

Domate la vostra carne con digiuni ed astinenze dal cibo e frugalità dalle bevande, per quanto la salute lo permette. Ma se qualcuno non può digiunare, non prenda cibi fuori dell’ora del pasto se non quando è malato.

Il vostro abito non sia appariscente; non cercate di piacere per le vesti ma per il contegno. Quando uscite, andate insieme ed insieme rimanete quando sarete giunti a destinazione. Nel modo di procedere o di stare, in ogni vostro atteggiamento, non vi sia nulla che offenda lo sguardo altrui ma tutto sia consono al vostro stato di consacrazione.

Nessuno mai lavori per se stesso ma tutti i vostri lavori tendano al bene comune e con maggiore impegno e più fervida alacrità che se ciascuno li facesse per sé. Infatti la carità, di cui è scritto che non cerca il proprio tornaconto (1 Cor 13, 15), va intesa nel senso che antepone le cose comuni alle proprie, non le proprie alle comuni. Per cui vi accorgerete di aver tanto più progredito nella perfezione quanto più avrete curato il bene comune anteponendolo al vostro. E così su tutte le cose di cui si serve la passeggera necessità, si eleverà l’unica che permane: la carità.

Liti non abbiatene mai, o troncatele al più presto; altrimenti l’ira diventa odio e trasforma una paglia in travee rende l’anima omicida. Così infatti leggete: Chi odia il proprio fratello è un omicida (1 Gv 3, 15). Chiunque avrà offeso un altro con insolenze o maldicenze o anche rinfacciando una colpa, si ricordi di riparare al più presto il suo atto. E a sua volta l’offeso perdoni anche lui senza dispute. In caso di offesa reciproca, anche il perdono dovrà essere reciproco, grazie alle vostre preghiere che quanto più frequenti tanto più dovranno essere sincere. Tuttavia chi, pur tentato spesso dall’ira, è però sollecito a impetrare perdono da chi riconosce d’aver offeso, è certamente migliore di chi si adira più raramente ma più difficilmente si piega a chiedere perdono. Chi poi si rifiuta sempre di chiederlo o non lo chiede di cuore, sta nel monastero senza ragione alcuna, benché non ne sia espulso. Astenetevi pertanto dalle parole offensive; ma se vi fossero uscite di bocca, non vi rincresca di trarre rimedi da quella stessa bocca che diede origine alle ferite.

Il Signore vi conceda di osservare con amore queste norme quali innamorati della bellezza spirituale ed esalanti dalla vostra santa convivenza il buon profumo di Cristo, non come servi sotto la legge, ma come uomini liberi sotto la grazia.

Responsorio                                                                                           Cfr. Mc 12, 30. 31; Mt 22, 40

 

R/. Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza; amerai il tuo prossimo come te stesso: * non c’è altro comandamento più grande di questi (T. P. alleluia).

V/. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti.

R/. Non c’è altro comandamento più grande di questi (T. P. alleluia).

 

 

Orazione

O Dio, che hai dato al beato Giacomo da Cerqueto la grazia di seguire Cristo povero e umile, concedi anche a noi di vivere pienamente la nostra vocazione battesimale, per giungere alla perfetta carità che ci hai proposto nel tuo Figlio. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.