Linee guida della Diocesi di Perugia-Città della Pieve per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili

La Diocesi di Perugia-Città della Pieve pubblica le Linee guida per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili realizzate dal Servizio diocesano.

Le relazioni di salvaguardia
Le relazioni a salvaguardia (disegno realizzato della prof. Marina Benedetti)

Di seguito la presentazione dell’Arcivescovo don Ivan Maffeis.

“Le pagine che seguono sono una sorta di vademecum, espressione della nostra Chiesa a considerare la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili come un impegno non occasionale, vista l’ampiezza e la profondità di questo dramma.

Gli abusi avvengono perlopiù tra pareti di vita quotidiana e da parte di persone familiari o comunque vicine ai minori; quando si consumano nell’ambiente ecclesiale, deformano il volto della Chiesa, ne frantumano la credibilità, al pari del tentativo di minimizzare o di insabbiare, che permette così al male di dilagare.

“Bisogna agire con urgenza – scriveva nel 2010 Benedetto XVI nella sua Lettera ai cattolici d’Irlanda – per affrontare i fattori, che hanno avuto conseguenze tanto tragiche per le vite delle vittime e delle loro famiglie e hanno oscurato da luce del Vangelo a un punto tale cui non erano giunti neppure secoli di persecuzione”.

Quanti sono segnati da ferite indelebili di rado cercano aiuto, vuoi per vergogna, per senso di colpa, per paura di non essere creduti. Ci si chiude nel silenzio di un dolore che appare inconfessabile.

Su questo sfondo, uno degli errori più gravi compiuti è stato porre l’interesse dell’istituzione e la sua difesa davanti al bene delle vittime e alla giustizia verso di loro. Di qui, atteggiamenti di omertà, riserbo ingiustificato, omissioni, tentativi di insabbiamento o di sottovalutazione della gravità del fenomeno.

Per reagire a questa situazione e lottare efficacemente contro ogni forma di abuso, la Chiesa –soprattutto dietro la spinta decisiva del magistero del Papa Benedetto e, quindi, di Papa Francesco – si è dotata di Servizi diocesani e regionali, composti da persone preparate e competenti.

Un primo scopo di tali organismi è quello di agevolare l’accesso e l’ascolto delle persone che vogliono denunciare eventuali delitti. Va favorita una relazione che sappia esprimere comprensione, partecipazione e rammarico per la sofferenza di quanti, a diverso titolo, sono stati ingiustamente esposti. Si tratta anche di accompagnare, proteggere e curare le vittime, offrendo loro tutto il necessario sostegno.

Nel 2024 il tema della Giornata nazionale di preghiera per le vittime e gli abusi è dedicato al compito di “Ritessere fiducia”; quella fiducia che l’abuso calpesta e tradisce.

“Ritessere fiducia” è un compito decisivo, che vive dell’impegno a non minimizzare mai i fatti, magari nel desiderio di evitare lo scandalo; vive di un servizio alla verità e alla giustizia, condizione di credibilità.

L’affidabilità di un’istituzione, però, non si misura tanto o solo dalla sua abilità a muoversi davanti all’emergenza o in situazioni in cui è chiamata a difendersi. Se intervenire in tali casi è un dovere ineludibile, la differenza la fa la capacità di intrecciare relazioni rispettose e luoghi sicuri, attenti alla sacralità di ogni persona. Impegna ad assumere e diffondere una cultura della prevenzione e della protezione, che forma, vigila – e, eventualmente, seleziona – chi entra a contatto con i minori. Investe sui tempi medio-lunghi, sostanziati da iniziative di informazione e di formazione; motiva la comunità tutta a diventare protagonista di una prassi ordinaria di tutela dei minori e degli adulti vulnerabili. Ne è parte un percorso di formazione alla cultura digitale, attento a valorizzarne le opportunità come pure a non sottovalutare i rischi, che espongono a forme nuove di dipendenza e di abuso.

È necessario recuperare l’iniziativa, cercare di anticipare i problemi e di ridurre i rischi, prima che diventino crisi profonde e devastanti. Va in questa direzione l’opera, riservata e rispettosa, assicurata dal Servizio diocesano tutela minori: le persone che con gratuità vi prestano tempo e competenze sono a disposizione nella prospettiva di contribuire a un’alleanza tra le diverse agenzie educative – la famiglia, la scuola, la parrocchia, il mondo dello sport… – che porti a buone pratiche. Per il bene dei minori. Per il bene di tutti.

don Ivan Maffeis
Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve”