
Se il punto di partenza non sono i sassi o le spine, ma i frutti che già impreziosiscono il terreno; se ci si ferma con la volontà di mettersi in ascolto delle richieste più profonde che salgono da questa terra umbra; se in un tempo di tensioni e contrapposizioni non ci si stanca di adoperarsi per relazioni che aiutino ad affrontare insieme i necessari cambiamenti; se si crede che la cifra della maturità di una comunità parli la lingua della corresponsabilità; se si ha l’attenzione a non chiudersi sulle proprie cose per rendere partecipi anche altri attorno a iniziative che favoriscono il bene comune… Allora si può cogliere la portata dell’Assemblea regionale che sabato scorso, in un’Assisi gremita di pellegrini, ha dato vita a 17 tavoli di lavoro, animati dal confronto tra i delegati delle 8 diocesi umbre. È “minoranza creativa” – diceva Papa Benedetto –, dotata di “un’eredità di valori che non sono cose del passato, ma una realtà molto viva e attuale”, che la rende capace di “determinare il futuro”.
don Ivan, Vescovo
