Preghiera e digiuno per la pace

L’escalation di violenza in Medio Oriente rischia una guerra di proporzioni planetarie. In Libano il martirio di p. Pierre. Unendo la voce a quella di Papa Leone, la Chiesa italiana promuove una giornata di preghiera e digiuno per venerdì 13 marzo. In allegato, indicazioni e proposte.

This picture obtained from Iran's ISNA news agency shows the site of a strike on a girls' school in Minab, in Iran's southern Hormozgan province, on February 28, 2026. The United States and Israel launched strikes against Iran on February 28, with Israel's public broadcaster reporting that supreme leader Ayatollah Ali Khamenei had been targeted, as the Islamic republic retaliated with barrages of missiles at Gulf states and Israel. (Photo by ALI NAJAFI / ISNA / AFP)

Se il tempo di Quaresima è sempre qualificato dalla preghiera, dal digiuno e dalla carità, nella Giornata di venerdì queste pratiche diventano intercessione di pace, in un contesto segnato da violenze che rischiano di trascinare l’umanità in una guerra di proporzioni planetarie; soprattutto, di colpire popolazioni inermi, costringendole a nuovi disperati esodi.

Nel Sud del Libano la comunità piange l’uccisione di padre Pierre, 54 anni, parroco di San Giorgio a Qlaya: aveva scelto di restare sotto i bombardamenti come “testimonianza del rifiuto della guerra brutale tra Hezbollah e Israele, di cui i libanesi fedeli alla loro patria pagano il prezzo loro malgrado”.

In questo contesto, l’appello della Chiesa italiana a tutte le comunità: “Unendo la nostra voce a quella di Papa Leone, che ha chiesto di «fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile», promuoviamo una giornata di preghiera e digiuno per il prossimo venerdì 13 marzo”.

Il Card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, ribadisce “che la guerra non è e non può mai essere la risposta; che la logica della forza non può sostituirsi alla paziente arte della diplomazia; che il rumore assordante delle armi non può soffocare la dignità e le aspirazioni dei popoli; che la paura e la minaccia non possono vincere sul dialogo e sul bene comune”.

Come affermato nella Nota “Educare a una pace disarmata e disarmante”, «il grido delle vittime giunge a noi con una forza che ci interpella direttamente; le immagini di violenza crescente ci sconcertano e chiamano a un impegno rafforzato». Un impegno corale e consapevole in gesti di prossimità e di preghiera quotidiana.

La Giornata del 13 marzo diventa “un’ulteriore occasione per implorare il dono della pace in Medio Oriente e in tutti gli angoli della terra devastati dalla divisione, dalla distruzione e dalla morte”.

In allegato, alcune indicazioni e proposte per la Celebrazione Eucaristica, la Via Crucis e il digiuno.