Mercanti e profeti

Politicanti venali e affaristi senza scrupoli amano circondarsi di sacerdoti prezzolati, pronti a dispensare benedizioni divine a mani basse. Anche al tempo di Geremia c’era chi pensava che per essere salvi bastasse sbandierare una fiducia magica nel Tempio e ripetere “parole religiose”. Di qui la reazione scomposta e scocciata davanti a chi osa sbugiardare la corruzione e denunciare come abominio l’ingiustizia.

La libertà del profeta gli consente di “parlare senza tentennamenti, anche quando può costare incomprensione e disprezzo”. Egli non teme di denunciare “quel delirio di onnipotenza” che “si fa sempre più imprevedibile e aggressivo”. Giudica “inaccettabile” la minaccia di “far sparire un’intera civiltà” se questa non si piega ai desiderata del mercante di turno.

Da una terra africana, “crocevia di culture e religioni”, ci incoraggia ricordando che “al di là di ogni apparenza, la violenza non avrà mai l’ultima parola”. Perché “il futuro appartiene agli uomini e alle donne di pace”.

 

don Ivan, Vescovo