
Il libro L’Alfabeto di Dio del Cardinal Ravasi nasce da una sfida da tempo coltivata: si tratta del desiderio di far gustare almeno qualche bagliore degli originali dei 73 libri biblici nelle due lingue fondamentali, l’ebraico e il greco, mostrando le radici semantiche di 107 parole fondamentali della Bibbia.
Lo scopo di questa ricerca è entrare nelle pieghe del libro dei libri, la Bibbia, attraverso parole che formano una sorte di voce che spiega un particolare messaggio delle Sacre Scritture: dei 5750 termini di cui si compone l’Antico Testamento, il Cardinale Ravasi ne sceglie 55. Lui stesso sottolinea che “in un certo senso, potremmo essere in sintonia con la voce di Gesù che queste parole le aveva imparate, le conosceva bene, le ascoltava e le ripeteva ogni sabato e nelle feste ebraiche in sinagoga a Nazaret o a Cafarnao, oppure nel tempio di Gerusalemme”; del Nuovo Testamento, invece, sono estratti 54 vocaboli tra i più importanti dal punto di vista del messaggio.
L’Autore ci restituisce queste 109 parole del Vecchio e Nuovo Testamento, i vocaboli originali in ebraico e greco, illustrandone i significati alla luce degli studi e delle acquisizioni che tutti, credenti e non, possono apprezzare, almeno come opera letteraria; e sottolinea l’importanza di conoscerli perché la rivelazione biblica è affidata innanzitutto alla parola, come ricorda il Prologo del Vangelo di San Giovanni : “In principio era la Parola e la Parola era presso Dio e la Parola era Dio”.
In un tempo in cui domina una abbondanza di parole, spesso ammalate, parole che non comunicano ma aggrediscono, è importante tornare a quelle decisive, per scoprire cosa è la fede che professiamo di avere.
Come ricordava Massimo il Confessore: “se non conosci le parole, come puoi conoscere la Parola?”
(A cura della Libreria delle Volte)