“Ragazzi che aiutano ragazzi” alla ‘calata’ del Santo Anello

L'arcivescovo, in cattedrale, nel salutare i giovani del "Campo Estivo Italia" dell'Ordine di Malta a Magione: "state vivendo un'esperienza che abbatte ogni barriera"

 

Anche quest’anno, come vuole la tradizione risalente alla seconda metà del secolo XV, dal 29 luglio al 2 agosto, nella cattedrale di San Lorenzo a Perugia, è esposto alla venerazione dei fedeli il Santo Anello, l’antico monile attribuito dalla pietà popolare all’anello dello sposalizio della Vergine Maria, un richiamo alla semplicità della vita quotidiana della famiglia di Nazareth da prendere di esempio per le famiglie di oggi.

Al suggestivo rito della ‘calata’ del Santo Anello (29 luglio), animato dai membri dell’omonima Confraternita, hanno partecipato 170 ragazzi e ragazze tra volontari e coetanei con disabilità e loro accompagnatori provenienti da diverse parti della Penisola, che stanno vivendo l’esperienza del “Campo Estivo Italia” del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), presso il castello di Magione. Un’esperienza all’insegna dell’inclusione come modello relazionale in cui la disabilità non è un ostacolo, ma un punto di partenza per una crescita comune e condivisa. È quanto hanno commentato i rappresentanti dello stesso SMOM e delle istituzioni civili e religiose cittadine a margine della celebrazione eucaristica in San Lorenzo presieduta dall’arcivescovo Ivan Maffeis.

Nell’omelia, mons. Maffeis si è rivolto ai giovani protagonisti del campo estivo dello SMOM, prendendo lo spunto dal brano evangelico delle sorelle Marta e Maria (la cui memoria liturgica è celebrata dalla Chiesa il 29 luglio), evidenziando uno dei rischi più incombenti per la società attuale, quello di lasciarsi sopraffare dall’affanno e dalla frenesia a scapito dell’ascolto e delle relazioni umane.

“Il servizio deve trovare il suo fondamento primario nell’ascolto di Dio per non trasformarsi in un mero attivismo – ha ricordato l’arcivescovo –. L’esperienza del vostro campo estivo diventa così un’opportunità di crescita interiore e di fede che abbatte ogni barriera…

Come mandato e come augurio, mi permetto di affidarvi le parole di Madre Teresa di Calcutta, che esprimono le condizioni per essere fino in fondo ragazzi che aiutano i ragazzi: ‘Frutto del silenzio è l’ascolto. Frutto dell’ascolto è la preghiera. Frutto della preghiera è la fede. Frutto della fede è la carità. Frutto della carità è il servizio. E il frutto del servizio è la pace’”.

“La festa di oggi del Santo Anello – ha sottolineato l’arcivescovo all’inizio della celebrazione – si impreziosisce della presenza così significativa di questi ragazzi convenuti da diverse parti d’Italia al castello dell’Ordine di Malta a Magione, che testimoniano la freschezza della loro fede e la concretezza del servizio. Solo tenendo unite le dimensioni dell’ascolto e dell’azione, della preghiera e del servizio, il nostro volontariato diventa fecondo”.

Prima del rito della “calata”, hanno portato il loro saluto i rappresentanti della Confraternita del Santo Anello e dei giovani dello SMOM, oltre alla presidente del Consiglio comunale di Perugia, Elena Ranfa, e del prefetto, Francesco Zito.

La ‘calata’ del Santo Anello, lo ricordiamo, che si terrà nuovamente il 12 settembre, in cattedrale, in occasione della festa diocesana della Madonna delle Grazie, è di fatto il sistema meccanico seicentesco che permette al prezioso reliquiario di scuola orafa rinascimentale perugina, contenente il venerato monile, di percorrere in discesa, pertanto la denominazione “calata”, un’altezza di otto metri al di sopra dell’altare della cappella di San Giuseppe e del Santo Anello dove si trova la cassaforte che custodisce questo reliquiario.

 

Ha collaborato Tommaso Benedetti, autore della fotogallery

 

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