Macchie, Chiesa di persone

Comunità in festa domenica 31 maggio a Macchie per la riapertura della chiesa, dopo i lavori di ristrutturazione. Il ringraziamento del parroco a imprese e popolazione, le indicazioni dell’Arcivescovo.

Gioia ed emozione sono stati i tratti con cui domenica 31 maggio la comunità di Macchie è tornata nella propria chiesa, dopo i lavori di ristrutturazione, che l’hanno resa ancora più bella e accogliente.

“Questa giornata vuol essere non solo l’occasione per ammirare una chiesa rinnovata nei suoi spazi e nelle sue strutture – ha evidenziato la rappresentante del consiglio pastorale – ma anche per riflettere sul suo significato più profondo: accanto alle pietre, che compongono questo edificio, esiste una comunità viva, fatta di fede, relazioni, memoria e speranza”.

Accanto alla gratitudine per la generosità con cui hanno operato le imprese coordinate da Filippo Ricci e per la professionalità dell’ingegnere Alberati, dell’architetto Casavecchia e di quello della Curia, Alessandro Polidori, il ringraziamento del parroco, don Leonardo Romizi, è andato alla gente: “In questo tempo ho capito ulteriormente come la propria chiesa identifica un’identità paesana sociale e personale, che testimonia la fede e va oltre; un’appartenenza diffusa, dichiarata e silenziosa: questa è la chiesa dei vostri battesimi, dei vostri matrimoni, di tanti momenti belli vissuti insieme e anche del saluto dei cari che ci hanno preceduto”.

I lavori sono stati realizzati grazie ai contributi dell’8xmille che i contribuenti destinano alla Chiesa cattolica, integrati dalle offerte della popolazione: “Ho visto una generosità concreta e riservata, sia in occasione della benedizione delle case, sia ricevendo aiuti da persone che vivono oramai lontane, ma che in questa circostanza hanno voluto rendersi presenti con il loro contributo” ha detto ancora don Romizi, che ha rivolto un pensiero di gratitudine anche alla Pro Loco e a tanti volontari.

L’Arcivescovo Ivan ha lodato la comunità per gli anni in cui ha celebrato in un umile ambiente, adiacente alla chiesa: “In questi anni don Leonardo vi ha allenati e guidati a giocare in trasferta. E voi non avete mollato, davanti a un campo che poteva essere penalizzante: siete rimasti una squadra affiatata, una bella squadra, come ho potuto toccare con mano nel corso della visita pastorale. È con questo spirito che questa sera tornate nella vostra chiesa e non potevate farlo in una data più appropriata di questa, in cui celebriamo la festa della Santissima Trinità, in cui la Chiesa è chiamata a rispecchiarsi”.