Profumo di Pasqua

Ci è data la grazia di una nuova Settimana Santa, in cui seguire il Signore lungo le strade della Città, partecipare alla Cena, sostare nell’Orto, salire alla Croce, testimoni del dono che egli fa di sé. La notizia più sconcertante della nostra fede forse non è che è risorto, ma che è morto: fino all’abisso dell’assenza arriva il mistero dell’Incarnazione. Solo così la Pasqua può raggiungerci nelle nostre lontananze, prenderci per mano e farci partecipi della Sua vita. Una vita che ci aiuta a rimettere ordine, liberando dalla superficialità, dal fascino dell’effimero e dall’idolatria delle cose. E che permette di vivere dimentichi di sé, radicati in ciò che non passa.

È un’alternativa concreta. Lo si avvertiva in queste settimane osservando le centinaia di migliaia di pellegrini, giunti ad Assisi per venerare le spoglie di San Francesco. A dispetto degli 800 anni trascorsi, il Poverello di Dio diffonde ancora il profumo del Vangelo, che in questo tempo malato rende persone dell’ottavo giorno, aperte alla fraternità e alla riconoscenza.

don Ivan, Vescovo