Il Becco del Grifone – n. 42

Un curioso calice pasquale donato da Pio IX alla cattedrale di San Lorenzo

Dettaglio del Postergale della cappella di San Bernardino in Cattedrale.

Il prezioso calice papale sormontato da un coperchio. Confezionato per la liturgia papale e donato al duomo di Perugia.

Durante la Santa Messa Crismale nella cattedrale di Perugia, che quest’anno sarà celebrata mercoledì primo aprile, sarà possibile ammirare ancora una volta lo splendido calice che il Papa Pio IX donò alla nostra cattedrale, insieme ad altri preziosi cimeli, durante il suo viaggio apostolico a Perugia nel 1857.

Un particolare, che tuttavia non è possibile notare nei rari momenti nei quali il prezioso calice viene utilizzato, è che esso, stranamente, è sormontato da un coperchio che lo fa assomigliare piuttosto ad una pisside dalla forma slanciata. Ma no, si tratta proprio di un calice.

Nella liturgia papale antica, infatti, in alcune circostanze il calice necessitava del coperchio, come ad esempio quando, durante la messa, la specie del vino veniva recata al pontefice che non si trovava nei pressi dell’altare, oppure durante la celebrazione della Messa dei Presantificati nel Venerdì Santo (attuale liturgia della Passione del Signore). Le norme liturgiche antiche infatti prevedevano che, tra le ostie consacrate il giorno prima per la comunione dei fedeli nel Venerdì Santo, un’ostia grande venisse conservata nel calice coperto dalla palla e riposto nel tabernacolo. Nel caso del calice papale la palla era sostituita da un ricco e decorato coperchio.

Si tratta di un dono del Marchese Paolo Rescalli a Papa Pio IX, che a sua volta lo donò al Duomo di Perugia. Sul piede circolare, decorato con volute, motivi floreali e volti maschili, sono rappresentate due scene: la predicazione di san Giovanni Battista e il battesimo e ordinazione di sant’ Ambrogio. Sul nodo vi sono raffigurati quattro angeli e sotto i simboli degli evangelisti. Sulla coppa, decorata con motivi floreali, volute foliacee e quattro aquile, sono raffigurati a mezzo busto i quattro dottori della chiesa, e, al di sopra, entro medaglioni, le teste dei santi Apostoli Pietro e Paolo, alternati a un’iscrizione dedicatoria e allo stemma del papa Pio IX.   L’opera estremamente ricca nei motivi decorativi fu eseguita da Giovanni Bellezza (Milano 1807-1867), come ci afferma l’iscrizione. L’orefice fu autore, tra le altre cose, anche dell’altare della Madonna dell’Albero nel Duomo di Milano.

Il calice è realizzato in argento, metallo dorato e smalti, ed è alto 39 cm. Nel medaglione della coppa si legge l’iscrizione: ALLA SANTITA / DI PAPA PIO IX / IN ATTESTATO / DI / RICONOSCENZA; e sul piede: MARCHESE PAOLO RESCALLI UMILIO MILANO NEL MESE DI GENNAIO 1857 GIOVANNI BELLEZZA ESEGUI.