La presenza che fa la differenza

Il percorso è proporzionato alle radici: più i nostri ragazzi trovano casa tra pareti e volti familiari, più potranno andare lontano, portandone ovunque la memoria.

Lo stesso Gesù avrebbe potuto annunciare il Padre senza pensare al volto di Giuseppe? O parlare dell’opera del Padre, senza aver davanti il modo con cui Giuseppe lavorava? O raccontare la cura del Padre per i gigli del campo, senza pensare a come Giuseppe custodiva la sua famiglia?

Nel poco che i Vangeli dicono del falegname di Nazaret s’intuisce una ricchezza invidiabile. La sua fede si fa sensibilità di cuore, rettitudine, capacità di varcare la soglia dei propri diritti per andare incontro all’altro. Fatta la propria parte, Giuseppe è l’uomo che sa anche dormire, cullato da una fiducia più grande delle paure e delle preoccupazioni.

Il suo sguardo silenzioso e fedele sostenga il nostro stare accanto ai figli con una presenza che costruisca una relazione di fiducia, nutrita di ascolto e disponibilità.

don Ivan, Vescovo