
«Il Signore ha chiamato a sé don Pasquale Tei, mercoledì 7 gennaio, dopo un periodo di prova nella malattia. Uniti nella preghiera lo raccomandiamo alla misericordia del Padre». A darne notizia al Clero diocesano è il vicario generale mons. Simone Sorbaioli.
Le esequie, che saranno presiedute dall’arcivescovo Ivan Maffeis, si terranno venerdì 9 gennaio, alle ore 10, nella chiesa parrocchiale di San Savino del Lago (Magione) dove la salma di don Pasquale arriverà giovedì 8, alle ore 17. Lo stesso arcivescovo, che aveva fatto visita pochi giorni fa a don Tei in ospedale, si è raccolto in preghiera e ha espresso il profondo cordoglio della Chiesa perugino-pievese alla famiglia e alla comunità parrocchiale di San Savino del Lago dove il sacerdote defunto era stato parroco per più di quarant’anni, dal 1° maggio del 1979 al 23 febbraio 2020, oltre ad essere stato rettore della chiesa a Casenuove di Magione.
Don Pasquale Tei era nato a Deruta nel 1936, da Raimondo e Annunziata Lanari, ed il prossimo 11 aprile avrebbe compiuto 90 anni. Ordinato presbitero diocesano il 29 giugno 1961, nella cattedrale di San Lorenzo a Perugia, dall’arcivescovo Raffaele Baratta, fu vicario parrocchiale a Magione e dal luglio del 1965 parroco a Tisciano e dall’agosto dello stesso anno anche economo spirituale a Pian di Marte e a Val di Rose, per poi essere nominato quattro anni dopo parroco a Trecine.
«Don Pasquale era un prete molto colto, leggeva tantissimo, simpaticissimo con battute pronte e si dilettava a scrivere sonetti poetici». Così lo ricorda il parroco suo successore a San Savino, don Lucian Cordis, che precisa: «Soprattutto è stato per me una guida preziosa nell’offrirmi la sua esperienza pastorale anche dopo aver lasciato l’incarico di parroco nel continuare a vivere a San Savino. Quello che mi ha colpito di lui era l’affetto e la stima che nutriva per la gente, per i fedeli, un sentimento che veniva contraccambiato nell’essere ben voluto e molto amato non solo dai parrocchiani. La perdita di don Pasquale provoca commozione in tutti noi che l’abbiamo conosciuto e stimato. Il suo esempio di vita buona e fedele, spesa nell’annunciare e nel testimoniare il Vangelo, sia di insegnamento a noi».
