Agostino, una vita da raccontare

Nel romanzo Vita avventurosa di Sant’Agostino Louis De Wohl racconta la vicenda del santo di Ippona: una storia affascinante e avventurosa, capace di far avvicinare anche i lettori meno abituati dal punto di vista teologico alla profondità e vastità del pensiero agostiniano.

Lo scrittore fa una puntuale ricostruzione storica scegliendo di raccontare molto di questa vicenda dal punto di vista di Alipio, amico fedele e testimone dello straordinario percorso umano di Agostino. Due aspetti sono particolarmente interessanti: Agostino non frequenta la Chiesa, non trovando in essa le ragioni della fede. Perché credere quando la vita offre già motivi di soddisfazione come gli amici, i divertimenti, l’amore passionale di una donna che gli darà anche un figlio, Adeodato?

La morte improvvisa dell’amico Armodio getta Agostino nella disperazione e lo vediamo battere i pugni sul muro e domandare più volte: perché? Nelle Confessioni, Agostino spiegherà chi è davvero un amico e cosa significa perderlo. L’altro aspetto è l’incontro con Ambrogio. All’inizio, è attirato solo dalla sua eloquenza, ma poi le ragioni che gli offre il Vescovo di Milano lo faranno crollare e abbraccerà la fede: per Agostino però aver incontrato Cristo non significherà aver chiuso la questione della sua vita, ma averne aperta un’altra più grande e più entusiasmante.

Lo dirà lui stesso: “Cerchiamo con il desiderio di trovare, troviamo con il desiderio di cercare ancora”.  De Wohl fa esprimere il giudizio forse più profetico sul santo e pensatore a Gregorio, funzionario pubblico: la vera grandezza di Agostino non può venire riconosciuta appieno dalla sua epoca, perché trascende i limiti del tempo. Ecco perché il santo di Ippona è considerato un uomo di oggi: le sue domande, come le sue scoperte, sono le domande e le scoperte dell’uomo di oggi.