Un atteso catalogo

Alla presenza delle Clarisse presentato il catalogo di mostra ‘L’atteso ritorno. Raffaello per Monteluce dai Musei Vaticani’.

In occasione della mostra ‘L’atteso ritorno. Raffaello per Monteluce dai Musei Vaticani’ ospitata dal 30 settembre 2025 al 7 gennaio 2026 presso il Museo del Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo in Perugia è stato presentato dal Direttore dei Musei Vaticani Barbara Jatta, alla presenza dell’Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Mons. Ivan Maffeis e delle Clarisse di Santa Maria di Monteluce, il catalogo di mostra curato da Barbara Jatta, Alessandro Polidori, Luca Nulli Sargenti, Laura Teza (Silvana Editoriale, 2025).

Realizzato in occasione dell’esposizione curata dall’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve e dai Musei Vaticani, in cui è esposta l’Incoronazione della Vergine commissionata a Raffaello Sanzio nel 1505 e portata a compimento dai suoi allievi Giulio Romano e Giovan Francesco Penni nel 1525 – concessa in prestito dai Musei Vaticani – il catalogo si pone l’obiettivo di ricostruire parte del contesto storico, artistico, architettonico e spirituale del Monastero di Monteluce, gettando le basi per una rinnovata attenzione degli studi nei confronti di questo antico insediamento monastico, che nel corso del rinascimento ha commissionato importanti opere d’arte.

Dopo una lunga attesa e ripetuti contratti, l’opera, portata a compimento da Giulio Romano e Giovan Francesco Penni, giungerà nella chiesa di Monteluce nel 1525, dove vi rimarrà fino al 1797. Dopo essere stata trafugata dalle truppe napoleoniche, la Pala di Monteluce giunse a Parigi nel Musée Impérial dove fu esposta, e fece ritorno in Vaticano nel 1816 all’indomani del Congresso di Vienna, grazie all’importante missione diplomatica compiuta da Antonio Canova. Da allora la Pala è entrata nelle collezioni vaticane ed è stata oggetto di un significativo intervento di restauro nel 1984 in occasione della mostra ‘Raffaello in Vaticano’.

Una serie di nuovi studi e ricerche compiuti – grazie al lavoro portato avanti da un gruppo di lavoro interdisciplinare – attorno all’Incoronazione di Monteluce permette di conoscere in maniera approfondita la storia, la committenza, i contratti, la fortuna critica e iconografica dell’opera, analizzando anche i disegni di Raffaello e le ipotesi ricostruttive. Uno studio che documenta anche i diversi interventi conservativi e di restauro analizzati dal Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali Lignei dei Musei Vaticani insieme agli esiti delle ricerche scientifiche e delle indagini diagnostiche compiute dal Gabinetto di Ricerche Scientifiche dei Musei Vaticani.

La mostra e il catalogo sono un’occasione unica per veder riunite dopo secoli la Pala alla sua predella, realizzata da Berto di Giovanni nel 1525, con Storie della vita di Maria, conservata presso la Galleria Nazionale dell’Umbria, in dialogo con il Crocifisso di Giovanni Teutonico, in prestito dal Monastero di Sant’Erminio. Gli approfonditi studi, corredati da rilievi e ricerche compiuti preliminarmente alla mostra, permettono di comprendere la situazione architettonica della chiesa all’arrivo dell’opera, ed anche la sua possibile sistemazione originaria, prestando particolare attenzione allo studio della ‘macchina d’altare’ realizzata per la chiesa di Monteluce e proponendo delle ipotesi ricostruttive della cornice con collocamento dei due tondi.

Il catalogo, esito di un importante lavoro di ricerca e collaborazione istituzionale tra Musei Vaticani, Diocesi di Perugia-Città della Pieve, Università degli Studi di Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria, Isola San Lorenzo dopo gli interventi introduttivi di mons. Ivan Maffeis, Barbara Jatta, Suor Maria Renata Gainelli, Alcide Casini, Costantino D’Orazio, presenta i seguenti saggi: L’architettura della chiesa di Monteluce: due chiese sotto lo stesso tetto di Alessandro Polidori, L’Incoronazione di Raffaello nella chiesa di Santa Maria di Monteluce a Perugia di Laura Teza, La Pala di Monteluce e i disegni di Raffaello di Sylvia Ferino-Pagden, Tra Raffaello e Dürer. Note iconografiche sulla Madonna di Monteluce di Fabrizio Biferali, La Pala di Monteluce: una rilettura tecnica complessiva di Francesca Persegati, Massimo Alesi, Marco De Pillis, Fabio Piacentini, Paolo Violini, La Madonna di Monteluce. Nuove ricerche scientifiche di Fabio Morresi, “Della nostra tavola facemo a Roma per la mano de maestro Rafaello: Ioanne Francisco e Giulio sui discepoli”. L’immediata fortuna iconografica della Pala di Monteluce di Marco Braghin, Monteluce 1797-1830: storia di una “rapace usurpazione” di Cristiana Sargentini, La Pala di Monteluce di Raffaello e dei suoi allievi: una teologia visiva della speranza di Maria Eletta Benedetti.

Una sezione è dedicata alle schede di approfondimento delle opere: Giovanni di Enrico da Salisburgo, noto come Giovanni Teutonico, Crocifisso, di Alessandro Massoli; Raffaello Sanzio, Giulio Romano, Giovan Francesco Penni, Assunzione e Incoronazione della Vergine (Madonna di Monteluce) di Luca Nulli Sargenti e Francesca Parrilla; Berto di Giovanni, Predella dell’Incoronazione di Monteluce Natività di Maria; Presentazione di Maria al Tempio; Sposalizio della Vergine; Transito della Vergine di Veruska Picchiarelli; Giacomo da Milano, David, Salomone di Emanuele Zappasodi, insieme ad un approfondimento Tra “capsa” e “ornamenti”: una macchina d’altare per la chiesa di Monteluce di Roberto Saccuman, Davide Tugliani.

Un’occasione di ricerca e di studio, ma soprattutto un invito ad abitare con sguardo nuovo l’anno del Giubileo, affidando all’arte il delicato compito di aprire un dialogo con le attese e le inquietudini del nostro tempo.