
«Faceva parte del più grande borgo del Carmine e il suo nome stesso ne tradisce l’origine: una “fonte nuova”, rispetto ad altre più antiche comprese nella parte antica e medievale della città. Nei documenti… è detta indistintamente al femminile e al maschile: fonte nuovo, fontenuovo, fontenovo».
Così esordiva don Arturo Gabrijelcic, storico e archivista diocesano (scomparso nel 1993), nel suo volume Fontenovo, cento anni con gli anziani (Perugia, La Voce, 2006), dove tracciava le origini e il perfetto inserimento nel tessuto sociale cittadino della nobile istituzione di cui, tra l’altro, era il cappellano.
Oggi, dice don Arturo, a Fontenovo si associa un «rimando istintivo ai “pori vecchi”», ma fino al 1886 si trattava semplicemente di un ridente borgo suburbano, affacciato sul levarsi del sole nell’omonimo rione (Porta Sole).
Ma il 7 marzo 1885 il settimanale “Il Paese” (fondato pochi anni prima dall’entourage del vescovo Gioacchino Pecci, ormai divenuto papa Leone XIII) riportava un tragico fatto di cronaca: «Pochi giorni fa si trovò in un chiavicone di Piazza d’Arme, già cadavere putrefatto, un povero uomo detto “Uccellino”, il quale, a quanto pare, andava colà a dormire come in sua casa di ricovero».
È una scossa per l’opinione pubblica, che suscita interrogativi su alcuni progetti assistenziali rimasti sino ad allora, appunto, progetti.
Alcuni buoni perugini e molti prelati (iniziando da mons. Federico Foschi, il giovane successore di Pecci sulla cattedra perugina), rimasti in stretto contatto con papa Leone, innescano un circolo virtuoso e coinvolgente, che stavolta, grazie a Dio, non si fermerà più. E neppure oggi si sta arrestando, anzi! Fontenuovo si sta preparando a entrare nel futuro, nel suo 141° anno di vita.
È una storia bellissima, che verrà narrata nuovamente mercoledì 19 dicembre, alle 15.30, nella Sala Consiliare della Provincia di Perugia. La Fondazione Fontenuovo Residenze per Anziani onlus celebra i 140 anni di vita della Residenza Fontenuovo e propone con la Diocesi di Perugia, il patrocinio della Giunta Regionale e dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria, della Provincia di Perugia e del Comune di Perugia il convegno intitolato Un coraggio da Leone: l’eredità di un Papa al servizio della dignità dell’uomo.
Dopo i saluti istituzionali, ne parleranno lo storico Mauro Papalini e mons. Andrea Manto, vicario episcopale per la pastorale della salute nella diocesi di Roma. Moderatori: la docente e scrittrice Paola Ducato e la geriatra Simonetta Cesarini, direttrice sanitaria della residenza protetta Fontenuovo.
Finalità dell’iniziativa, sottolineano i promotori, è riscoprire la grande eredità di Papa Leone XIII «e riflettere insieme sul tema della cura all’anziano fragile e sulla dignità che ogni persona porta con sé, in ogni stagione della vita».
La scelta della sede e l’invito aperto a tutti, «per un momento di confronto, ascolto e speranza», vuole significare la totale immersione dell’istituto nella vita sociale di Perugia e del suo territorio, e non da oggi. Una generazione dopo l’altra, la cittadinanza, da subito accogliente e propositiva sin dai primordi della fondazione in quel lontano scorcio dell’Ottocento, vi coinvolge le migliori risorse, nella consapevolezza che l’attenzione assistenziale non è mai unilaterale, ma fa parte della reciprocità insita in ogni processo di maturazione e di crescita.
In allegato, la locandina dell’iniziativa.
