Colpo d’ala a sorpresa

La seconda Assemblea sinodale delle Chiese in Italia si è conclusa giovedì 3 aprile con una mozione che rimanda da maggio a novembre l’Assemblea della CEI chiamata a approvare il testo finale.

La seconda Assemblea sinodale delle Chiese in Italia si è conclusa giovedì 3 aprile con una mozione che rimanda a novembre l’Assemblea della CEI, prima prevista a maggio e chiamata ad approvare le proposizioni, che stabiliranno le decisioni per il percorso dei prossimi anni.

È il primo risultato di giornate intense, che hanno coinvolto un migliaio di delegati –168 vescovi, 7 cardinali, 252 sacerdoti, 34 religiosi, 17 diaconi, 530 laici (di cui 253 uomini e 277 donne) – in rappresentanza di tutte le Chiese che sono in Italia, riunirsi a Roma dal 31 marzo al 3 aprile.

La Diocesi di Perugia – Città della Pieve era rappresentata dall’Arcivescovo Ivan Maffeis, da don Calogero Di Leo (che negli anni ha seguito sviluppo delle tappe sinodali), da Maria Luisa Tiberini e Walter Moroni.

Il confronto libero, franco e trasparente in plenaria, come nei gruppi di lavoro, ha consegnato possibilità di parola a ciascuno attorno ad un testo di proposizioni che è stato considerato insufficiente, sia rispetto alla ricchezza di contenuti emersi nel percorso sinodale delle Diocesi sia rispetto all’attesa di indicazioni che si vogliono meno esortative e maggiormente stringenti.

Non sono mancati momenti di tensione, vissuti in modo costruttivo, per un’Assemblea definita “generativa e spirituale”, che ha saputo comporre nell’armonia le diversità.

Il prossimo passaggio d’analisi del testo delle proposizioni sarà sabato 25 ottobre, per poi arrivare all’Assemblea generale dei vescovi italiani, rimandata a novembre.

Per i delegati all’Assemblea sinodale un momento molto significativo – concluso un pellegrinaggio giubilare verso la Basilica di San Pietro – è stato quello che, nel pomeriggio di mercoledì 2 aprile, ha dato spazio in Aula Paolo VI alle testimonianze di don Claudio Burgio, cappellano dell’Istituto penale minorile Beccaria di Milano, di Laura Lucchin, la mamma di Sammy Basso, e di Giorgio e Marta Scarpioni, una famiglia coinvolta da una quindicina d’anni in un’esperienza missionaria.