STEMMA

Stemma-Card.-Bassetti-e1393084348300Lo stemma scelto da mons. Bassetti è un tipico stemma di parte Guelfa composto da uno scudo
di forma sannitica.
Lo scudo è cosi araldicamente descritto: partito, nel primo d’azzurro, alla torre d’argento merlata alla ghibellina, chiusa e finestrata del campo, movente da una cotissa di rosso e sormontata da un putto nascente di carnagione, biondi i riccioli, alato d’argento, avvolto in un nastro di rosso, avente nella destra un ramo d’ulivo fogliato e fruttato al naturale; nel secondo d’azzurro all’avambraccio destro di carnagione, vestito di una manica di rosso, uscente dal bordo dello scudo, tenente un alberello di ulivo sradicato, fogliato e fruttato al naturale sormontato dalla cometa (6) posta in fascia d’oro; al cantone sinistro del capo d’argento caricato del giglio di Firenze di rosso.

Il motto: IN CARITATE FUNDATI, che è in lettere maiuscole lapidarie romane è caricato su di un cartiglio svolazzante: il tutto al naturale e foderato di rosso.
Nella punta allo scudo, è collocato il Pallio, insegna della Giurisdizione Metropolitana e segno di comunione con il Romano Pontefice.
E’ rappresentato da un nastro di lana (bianca) circolare, con due pendenti, nel davanti e nel didietro, terminanti con due lingue di nero e caricato o “ornato” di crocette patenti sempre di nero.

Lo scudo, accollato ad una croce doppia trilobata d’oro, è timbrato da un cappello prelatizio (galero) di colore rosso, dal quale pendono 30 (trenta) fiocchi, (15 [quindici] per lato), dello stesso, disposti 1, 2, 3, 4, 5.
Gli ornamenti esteriori su descritti, in araldica indicano la Dignità Cardinalizia.

LE FIGURE
Come abbiamo detto, lo stemma scelto da mons. Bassetti racchiude in sé sia le figure proprie della casata dei Bassetti, a destra, sia le figure proprie del Vescovo, a sinistra.
Proprie della Casata
Le figure proprie della casata sono date da un Castello, un Angelo e una fascia.
Il Castello rappresenta un dominio feudale, una signoria, che simboleggia un’antica e cospicua nobiltà. Poiché è d’argento in campo azzurro è emblema anche di virtù forte.
L’angelo, che l’araldica pone tra le figure chimeriche, rappresenta invece l’amore di Dio, mentre la fascia è una pezza onorevole di prim’ordine.
Da notare anche i colori utilizzati: argento, rosso e nero. L’argento fu il colore dei Guelfi e dei Bianchi d’Italia e simboleggia amicizia, equità, giustizia, purezza, ecc. Il rosso indica invece audacia, valore, fortezza, nobiltà cospicua e dominio, mentre il nero è simbolo di stabilità e costanza.
Proprie del Vescovo
Le figure scelte dal Vescovo per rappresentare la sua missione spirituale nonché il suo impegno pastorale sono un Destrocherio, ossia la figura di un braccio destro che esce dal fianco sinistro dello scudo, che reca in mano un ramoscello di olivo sradicato, una cometa d’oro e un giglio di Firenze rosso in campo bianco.
Il destrocherio è una figura araldica che indica impegno; l’oggetto di questo impegno è, di solito, rappresentato da quello viene indicato o stretto nella mano. In questo caso il ramoscello d’olivo sradicato simboleggia non solo l’impegno di essere portatore di pace, ma di voler trapiantare una pace ben più profonda, ossia quella di Cristo nel cuore dei suoi fedeli. Simboleggia in ultima analisi, quindi, una forte volontà pastorale di evangelizzatore.
La cometa d’oro è un altro riferimento al desiderio di evangelizzare. Come essa è stata la guida per i Magi così il Vescovo si impegna ad essere la guida per la sua Chiesa.
La presenza, infine, del giglio rosso di Firenze in campo bianco, collocato nel cantone sinistro del capo, vuole ricordare la sede di provenienza dove il nostro Pastore e Vescovo ha svolto l’importante e intensa attività di Vicario Generale.