Ricercare la bellezza senza mai staccarsi dalla verità. L’opera letteraria di Eugenio Corti

Il Centro culturale Maestà delle Volte e l’associazione Student’s Office Universitas organizzano un incontro dedicato al grande scrittore brianzolo Eugenio Corti (1921-2014), a un anno dalla morte: “Un uomo di fronte al mistero della storia. L’opera letteraria di Eugenio Corti (1921-2014)”, con l’intervento di Paola Scaglione, saggista e autrice dell’intervista-biografia Parole scolpite. I giorni e l’opera di Eugenio Corti (Edizioni Ares).

L’incontro, patrocinato dal Comune di Perugia, si terrà venerdì 22 maggio 2015 alle ore 18, presso l’Aula III del Dipartimento di Lettere-Lingue, letterature e civiltà antiche e moderne dell’Università (Perugia, Piazza Morlacchi 11).

Eugenio Corti è noto soprattutto per Il cavallo rosso (1983), imponente romanzo sulle vicende di un gruppo di giovani che, partiti da un piccolo paese della Brianza, si trovano a vivere gli eventi tra il 1940 (entrata in guerra dell’Italia) e il 1974 (referendum sul divorzio). Seguendo la loro crescita umana e ideale, l’autore traccia un potente affresco delle vicende storiche di cui egli stesso è stato testimone e protagonista: il conflitto mondiale, la ritirata di Russia, la lotta per la liberazione, la ricostruzione, le grandi battaglie politiche del secondo Novecento. Per ampiezza, lettura critica degli avvenimenti e anelito ideale, il libro è stato più volte considerato voce di quella coscienza nazionale che nel secolo XIX già si espresse ne I promessi sposi.

La passione umana e civile segna tutte le opere più conosciute di Corti: I più non ritornano. Diario di ventotto giorni in una sacca sul fronte russo. Inverno 1942-43 (1947); Processo e morte di Stalin (1962), dramma teatrale sull’ideologia comunista; Gli ultimi soldati del re (1994), sugli italiani che nel 1944/1945 combatterono assieme agli Alleati nell’esercito regolare.

L’amore per la storia dà anche vita al ciclo delle composizioni in forma di sceneggiatura: La terra dell’Indio (sull’opera dei gesuiti in America Latina nel XVIII secolo), L’isola del paradiso (sull’ammutinamento del Bounty nel 1789), Catone l’antico (su Roma in un tempo di mutamenti epocali).

Il profilo di Corti uomo e scrittore è suggerito da un suo stesso commento a I più non ritornano:

“Lo ritenevo semplicemente una testimonianza, ma per il mio rigoroso scrupolo della verità avevo fatto senza volerlo un’opera letteraria. Perciò, da allora decisi che avrei ricercato la bellezza senza mai distaccarmi dalla verità”.

Molto profondo fu il legame di Corti con la terra umbra: nel 1951 sposò ad Assisi, celebrante l’amico don Carlo Gnocchi, la perugina Vanda dei Conti di Marsciano. E alla storia di un’antenata della moglie, la beata Angelina da Montegiove (1377-1435), è dedicato il suo ultimo libro, Il Medioevo e altri racconti (2008).

La figura e l’opera di Eugenio Corti testimoniano un modo appassionato e coraggioso di vivere il proprio tempo: assistiamo a un’esperienza in cui amore, sacrificio e creatività stanno insieme, unificati dalla consapevolezza di custodire un compito davanti agli uomini e davanti a Dio, nel desiderio di vivere utilmente.

 

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