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MOVIMENTO PER LA VITA:Ogni figlio è parola |
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L'umanità sta oggi attraversando un momento di svolta i cui esiti, a seconda delle scelte che verranno fatte, potranno condurre a nuove forme di progresso per tutto il genere umano o anche a una sua più o meno totale disgregazione e annientamento. La scienza ha fatto di recente grandissimi progressi in biologia e soprattutto in campo medico attraverso l'introduzione di nuovi ed efficaci metodi di cura di numerose malattie e di terapia del dolore, con il risultato di allungare notevolmente la vita dell'uomo. La conoscenza sempre più approfondita delle leggi naturali che governano la vita di tutti gli esseri viventi sembra però aver dato talora ai ricercatori un senso di onnipotenza che li può condurre e qualche volta li ha già condotti a sperimentazioni pericolose anche e soprattutto per la vita dell'uomo. Si verifica così il paradosso per cui la ricerca scientifica, nata per soddisfare l'insopprimibile ansia di conoscenza della mente umana, finisce col ribellarsi contro l'uomo stesso mettendo in pericolo quel dono grandissimo che il creatore ci ha fatto facendoci approdare come diceva un poeta antico alle spiagge della luce. A ciò si aggiunga il disastroso intervento di un'economia sempre più indirizzata al profitto, anziché al servizio dell'uomo, profitto raggiunto non di rado attraverso uno spregiudicato uso di quella scienza ed di quella tecnica che avrebbe dovuto aiutarlo a vivere meglio.
La scienza, occorre dirlo subito, non è sempre al servizio dell'uomo. Se si pensa a sofisticati medicamenti quali la pillola del giorno dopo, che permetterebbe un libero esercizio del sesso col rischio di impedire a un concepito di raggiungere l'utero che ne avrebbe assicurato l'ordinato sviluppo fino al giorno della nascita; se si considera la programmata creazione di un embrione umano al solo scopo di ricavarne prodotti a scopo terapeutico, ma impedendogli di avere il suo naturale sviluppo: se a ciò si aggiungono gli imminenti progetti di legalizzare la pratica dell'eutanasia, ad onta dei continui progressi della lotta al dolore, ci si accorge che la cultura della morte, già affermatasi con la legalizzazione dell'aborto, sta facendo passi da gigante nel processo di progressiva distruzione della sacralità di quel dono supremo che è la vita.
È forse anche in considerazione di questo stato di cose e si consideri che l'Umbria presenta uno dei più alti tassi di abortività che la celebrazione della giornata per la vita indetta dalla C.E.I. per il giorno 4 febbraio si è svolta quest'anno in Perugia con particolare solennità e con una notevole partecipazione di fedeli. L'organizzazione era stata curata dalla Diocesi in collaborazione con la Pastorale Familiare e il Movimento per la Vita. È iniziata con lo snodarsi attraverso corso Vannucci di una folta processione costituita in gran parte di bambini accompagnati dai genitori e recanti ciascuno un palloncino. Lo spettacolo offerto è stato di grande suggestione, una vera festa dei bambini e delle loro famiglie, un inno alla vita ed ai suoi doni. Il nostro arcivescovo, mons. Giuseppe Chiaretti all'arrivo della processione si è fatto trovare dinanzi alla porta della Cattedrale e, dopo un breve saluto, ha invitato i bambini a lasciare che i palloncini volassero in cielo dove sarebbero stati accolti dagli angeli. Tutti i presenti che avevano assistito al lancio hanno potuto quindi entrare e sistemarsi; ai bambini e alle loro famiglie è stato assegnato un posto d'onore essendo questa la loro festa. L'omelia dell'arcivescovo è stata tutta rivolta al tema della vita e della sua difesa condotta con estremo rigore, senza tentennamenti o timori e pur nel rispetto della libertà di ciascuno. È apparso profondamente commosso dalla presenza di tanti bambini ed ha avuto commosse parole di lode e di apprezzamento per tante coppie che li avevano saputi accogliere con amore e generosità. Alla fine della messa solenne, durante la quale s'è fatta apprezzare la presenza di un coro ben preparato e affiatato, c'è stato un altro momento di preghiera dinanzi all'immagine della Vergine seguito dalla distribuzione, da parte dei rappresentanti del Movimento della Vita, a tutti coloro che lo desideravano di un bulbo, simbolo della vita nascente.
C'è da essere certi che i partecipanti alla celebrazione abbiano saputo apprezzare tutto quanto s'è fatto e detto e ne abbiano tratto stimolo per affiancarsi alla Chiesa e a tutti gli uomini di buona volontà nella difesa di un bene prezioso che tutti ci accomuna e di cui ogni giorno è nostro dovere ringraziare il Signore che ce ne ha fatto dono.
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