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UFFICIO DI PASTORALE SCOLASTICA: Riordino dei cicli: scommessa di futuro |
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L'incontro che si è svolto, venerdì 26 gennaio al Centro Mater Gratiae di Montemorcino Perugia, sulla Riforma Scolastica, in particolare sul Riordino dei Cicli, ha visto la partecipazione numerosa di più di centocinquanta persone tra Dirigenti Scolastici, Docenti, Genitori, Educatori, Operatori di pastorale sia di scuola statale sia di scuola cattolica.
Con la Legge Quadro 10.2. 2000 n. 30 sul Riordino dei Cicli si prefigura un diverso percorso di scolarizzazione dalla Scuola dell'lnfanzia alle Superiori: 3 anni la scuola dell'Infanzia, 7 anni la Scuola di Base, 5 anni la Scuola Secondaria, di cui i primi due obbligatori (Obbligo scolastico 15 anni obbligo formativo 18 anni).
L'obiettivo principale dell'iniziativa, promossa dalla Pastorale Scolastica Diocesana, in collaborazione con la Pastorale Familiare e i gruppi e associazioni culturali e formativi della Diocesi, è stato quello di riflettere seriamente sui problemi della scuola, di "donare' idee per costruire un pensare culturalmente serio e fondato e un fare impegnativo, per offrire quindi un'occasione di speranza. La sfida sembra che sia stata accolta dai numerosi partecipanti che con la loro presenza hanno dimostrato di voler stare nel processo di Riforma con volontà costruttiva, con speranza, cogliendo i limiti e gli ostacoli, ma soprattutto le prospettive di sviluppo e le scelte promettenti per la nuova scuola. La riforma non è certo perfetta, ma la scuola ha bisogno di un Organico quadro riformato se non vuole essere marginalizata dai complessi processi di cambiamento. E il Riordino dei Cicli è certamente in linea con il riformismo europeo e diverse tradizioni formative vengono portate a sintesi. Le contraddizioni, che sono presenti nel sistema, inizialmente possono essere messe in evidenza da un processo profondo di innovazione che richiede grandi cambiamenti da parte di ciascuno. Ciò che occorre è la strategia della "ripresa": credere cioè che ad un determinato punto della vita e della profesione sia possibile uscire da una curva che scende per imboccare una curva che sale verso un infinito che non conosciamo, ma per fare ciò ci vuole soprattutto energia e coraggio di abbandonare la curva che scende per intraprendere quella che sale.
Siamo nel pieno delle Riforme, ha sottolineato Mons. Zani, Direttore dell'Ufficio Nazionale per l'educazione, la scuola e l'università, ed è necessario comprendere il piano generale in cui ci stiamo muovendo e avere un quadro di riferimento. Il Riordino dei Cicli si comprende se inserito nel complesso quadro della Riforma e nello sfondo culturale che stiamo vivendo, segnato dall'emergenza formativa. Per affrontare le nuove sfide uno dei primi obiettivi è quello di ridisegnare il sistema. Il rapporto scuolalavoro, sconfiggere le nuove sacche di analfabetismo, rafforzare il reticolato che tiene insieme culture diverse sono solo alcuni aspetti delle nuove sfide educative. Ha evidenziato quindi i criteri principali per l'attuazione dei Cicli, sottolineando che uno dei problemi principali è quello di aiutare le persone ad avere padronanza critica della massa di informazioni che riceviamo ogni giorno e ad avere libertà di scelta. Secondo il rapporto J. Delors è fondamentale puntare sull'apprendimento piuttosto che sull'insegnamento e ciò significa mettere al centro l'alunnopersona. Così come viene affermato nell'art. 1.1 della Legge "Riordino dei Cicli", dove troviamo, ha evidenziato Mons. Zani, quasi un concentrato della nostra visione personalistica della scuola. E ci si augura che non rimanga solo un bel cappello, ma si concretizzi nella quotidianità dell'esperienza scolastica. Con l'autonomia il punto forte è certamente la singola istituzione Scolastica e quindi la differenziazione che può venire tra le varie scuole, così come tra le diverse Regioni. I Provveditorati spariranno: a partire dal primo gennaio di quest'anno ogni Regione ha il proprio Dirigente Scolastico Regionale che avrà ampi spazi di movimento e di scelta. E siamo appena all'inizio di un processo di differenziazione e di competitività, di flessibilità che non dovrà mai ritorcersi contro l'alunnopersona. Così come i criteri per definire le 'essenzialità' dei Curricoli dovrebbero essere ispirati ad una visione personalista e non funzionalista.
Qual è la matrice di questa Riforma? Da dove proviene e dove è orientato questo processo? Il prof Cesarini ha ripreso questi interrogativi, sottolineando altri aspetti, oltre quelli già messi in luce, ed ha videnziato come "le scuole diventeranno sempre più Laboratori della complessità sociale". Si sta lavorando sui Regolamenti attuativi della Legge Quadro relativa al Riordino dei Cicli, ha sottolineato il prof. Cesarini. Potranno esserci degli aggiustamenti, ma il processo è irreversibile. Dal programma al Curricolo l'asse formativo e culturale si diversifica, il primo sarà dentro gli obiettivi culturali e curricolari. I "Curricola" saranno ridefiniti: ci saranno indicazioni generali, il Curricolo Nazionale, ma saranno poi le singole scuole a completarlo e a realizzarlo, il Curricolo Locale. E le famiglie cominciano ad avere non più solo un'accorta attenzione, ma diventare soggetti che concorrono di fatto e di diritto all'offerta formativa per costruire più accorti equilibri. Il prof. Cesarini ha sottolineato come l'unicità della scuola di base, il settennio, mira alla funzione formativa e orientativa dell'alunnopersona e il nesso tra insegnamento/apprendimento è fondamentale. Ha approfondito quindi il rapporto domandaofferte e risorse, che è uno degli obiettivi principali che la scuola dell'autonomia deve saper coniugare. Non può essere fatta confusione tra decentramento e autonomia, ha ribadito; per costruire davvero una scuola nuova è indispensabile porre in essere una nuova mentalità. Ha concluso con convinzione e forza persuasiva che nella scuola dell'autonomia è centrale riscoprire la vocazione intellettuale e la passione educativa.
L'avvocato Eliana Petrozzi, presidente del Forum Umbria per la famiglia, ha presentato la proposta del Forum evidenziando alcuni punti, come ad es., la tutela della libertà di scelta delle famiglie e una posizione paritaria tra la scuola pubblica e quella privata. La signora Anna Piazza, vice presidente dell'AGe di Perugia, ha presentato l'esperienza dell'associazione ed ha sottolineato l'importanza di aiutare i genitori a partecipare alla vita della scuola, considerando la possibilità e gli spazi che la Riforma offre. Ha parlato quindi di una 'Scuola per Genitori" alla quale partecipano una cinquantina di genitori.
Il messaggio che è scaturito dall'incontro è quello di una maggiore consapevolezza, responsabilità e speranza che deve animare ogni educatore per stare nel processo di Riforma scolastica in modo costruttivo e da protagonisti.
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