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UFFICIO LITURGICO: Riflessione sul canto liturgico in diocesi




Caro confratello, caro maestro, caro responsabile del coro liturgico parrocchiale,

poiché nei nostri ritiri mensili (per i sacerdoti) abbiamo spesso poco tempo e qualche nostro incontro (per i maestri) è risultato deserto, vi invito ad una riflessione, che faccio ad alta voce, sul canto liturgico, per me un dovere caso di coscienza. Non sarebbe inutile un approfondito dibattito; intanto cominciamo così. Cose per altro note, ma tra il dire e il fare... Porto anche la voce di tanti artisti che parlano con me, ricordando che anche i musicisti hanno il loro carisma nella chiesa di Dio e, se presbiteri, ne hanno due.

1. Puntare al decoro. Le nostre celebrazioni liturgiche sono certamente il momento più alto della nostra vita ecclesiale comunitaria; dobbiamo quindi averle in grande considerazione nella qualità espressiva: letture ben declamate, canti e musiche ben eseguite per potenziare la nostra preghiera. "Signore, ho amato il decoro della tua casa...".

2. Punto di riferimento A.
Il Concilio Vaticano II (il Concilio!) nella Sacrosanctum Concilium: a) si conservi e si incrementi il patrimonio della musica sacra... partecipazione attiva di tutta l'assemblea; b) si tengano in gran conto la formazione e la pratica musicale... preparando i maestri; c) si raccomanda l'erezione (se non ci sono) di Istituti di Musica Sacra; d) il canto gregoriano è il canto proprio della liturgia romana; e) gli altri generi e la polifonia non si escludono affatto dalla celebrazione; f) si promuova il canto popolare nelle stesse celebrazioni liturgiche; g) si abbia in grande onore l'organo a canne; h) gli altri strumenti si possono ammettere purché siano adatti all'uso sacro...; i) i musicisti comprendano di essere chiamati a coltivare la musica sacra; j) i testi siano preferibilmente presi dalla Sacra Scrittura e dalla Liturgia (n 114121).

3. Punto di riferimento B.
Alla fine del 1999 la CEI, Conferenza Episcopale Italiana, ha diffuso il Repertorio Nazionale di canto liturgico, con 322 (!) canti per i diversi momenti della messa, per i tempi liturgici, la Settimana Santa, Pasqua, le Feste (Signore, Madonna, Santi), il tempo ordinario, l'Eucarestia, il Battesimo, le esequie. Ed ha precisato: l'accompagnamento è organistico... ciò non impedisce parti per altri strumenti con la professionalità necessaria.

4. Le forze in campo.
La realtà presenta aspetti positivi encomiabili: una buona diecina in diocesi di cori polifonici e diversi gruppi ben curati; ma anche aspetti negativi: parrocchie sprovviste e parrocchie ove il canto liturgico è praticato in modo inaccettabile in riferimento ai punti 2.A e 3.B, sul genere di musica leggera eseguita, per di più, in modo... pietoso.

5. I comportamenti.
Non essendoci in molte guide, un'accettabile preparazione musicale (accordi, ritmi, altezza giusta...) non si avverte neanche la necessità di prepararsi; non essendoci preparazione liturgica si eseguono canti di non pertinenza rituale (n. 6, premessa al repertorio della CEI). Si eseguono canti per incontri o gruppi ecclesiali, non sempre adatti alla liturgia comunitaria, spesso con omissioni di parti testuali (es. senza "Signore Dio dell'universo", nel Santo), con vezzi ("sanna eh!), battimani, nonché totale appropriazione degli spazi di canto da parte del gruppo.

6. ll repertorio.
Ci sono ormai molti discreti canti assimilati, tratti da "Nella Casa del Padre'` ( ed. LDC), "Preghiamo cantando" e "Celebriamo cantando" (ed. Carrara), dalle riviste "Armonia di voci" (LDC) e "Celebriamo" (Carrara), e da altre fonti. Ma circolano non poche stranezze portate in liturgia perché ascoltate di qua e di là, in cassette, in CD, o in trasmissioni radio televisive.

7. La ... chitarra.
"...'na voce, 'na chitarra e 'u poch'e luna e che vo' cchiù pe' fa' 'na serenata?...).
L'organo? Più facile abolirlo che studiarlo. La chitarra, in molte nostre comunità, è il non plus ultra del rinnovamento (!) post conciliare. Non se ne può fare a meno, neanche in Quaresima, Sacro Triduo (Venerdì Santo incluso) perché "indispensabile" all'accompagnamento... con buona pace del silenzio delle campane, dei campanelli, dell'organo...

8. A che serve...
- restaurare gli organi, con alti costi, incluso contributi cospicui di enti pubblici?...
- imparare un po' di vocalità decente?...
- apprendere un Kyrie gregoriano, un Pange lingua, l'Adoro te, la Salve Regina (gregoriano = roba vecchiotta, da tempi bui, alquanto nauseabonda) e in lingua latina (come ti permetti?)?...
- pubblicare il Repertorio Nazionale, quando manco lo si vede?...
- che il Concilio raccomandi agli artisti di non far mancare la bellezza alla Chiesa?...
- che il Papa ancora una volta mandi una lettera agli artisti esprimendo loro simpatia, fiducia, incoraggiamento, compiacenza?...
- preparare testi letterari che non si discostino tanto dalla splendida poesia di quella Liturgia, oggi desueta non per volontà della Chiesa?...
- ammirare le liturgie orientali e scimmiottare quelle africane rinunciando a quello che è proprio della nostra cultura, grande albero cresciuto, attraverso i secoli dall'ut re mi di Guido Monaco ai nostri giorni?...

9. Invito caloroso e fraterno.
Chi fa molto non demorda, avanti! Cantiamo al Signore "nova et vetera", "chordis et organo", "con arte". Dio merita molto, tutto. Chi fa poco cresca, si prepari, si perfezioni. Chi sa appena qualche accordo sia umile... si dia da fare; anche la chitarra va seriamente studiata. I confratelli si formino buoni collaboratori liturgicomusicali; utilizzino (o cerchino) musicisti disponibili (non ne mancano) interessandoli alla liturgia; sappiano essere grati anche tangibilmente (le offerte non sono solo per le candele); incoraggino i coristi alle prove... non possiamo contentarci del... terra terra.

10. Per la vita diocesana.
Siamo ricchi e spesso viviamo da poveri; siamo istruiti e viviamo da ignoranti. Quando rifiutiamo la possibilità di addestrarci scegliamo l'ignoranza; quando manca la partecipazione scegliamo la povertà. Anche tante buone formazioni, tanti gruppi, non partecipano ad incontri (pochi in verità) neanche con piccole rappresentanze. Lo abbiamo constatato al Congresso Eucaristico, agli appuntamenti per S. Cecilia, per l'Anno Santo... Altre diocesi hanno visto maree di coristi; noi ci siamo appena contati. Avremmo potuto essere centinaia, mille... Le ragioni, le motivazioni, le scuse non mancano mai... Grandi successi in concerti... abituali assenze alle nostre iniziative. L'individualismo è forte.

Conclusioni.
Far riferimento al Repertorio della CEI, via Aurelia, 50 Roma (L. 50.000). Per il semplice elenco è disponibile anche il sottoscritto e comunque il medesimo elenco è stato passato alla redazione di Raccordo.
Quanto alla preparazione musicale se non si è in grado di provvedere in proprio si ricordi che la nostra Scuola Diocesana è nata con questo preciso scopo. Si utilizzi il nostro servizio musicale ecclesiale.
Cari amici, il quadro descrittivo di parecchie realtà può sembrare fosco; è necessario vedere luci ed ombre, così come qualche espressione può sembrare esagerata, colorita, polemica, pungente. Ma qui ho inteso stimolare una attenzione che, se manca, a lungo andare ci porta a situazioni deludenti. Quanto al resto non vorrei trovarmi nelle condizioni dell'evangelico "vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato; abbiamo cantato un lamento e non avete pianto"... (Matteo 11, 17). I posteri diranno della nostra saggezza.

Cordialmente.

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