Perugia: ordinati sacerdoti dal cardinale Gualtiero Bassetti i giovani Marco Cappellato, Lorenzo Marazzani e Matteo Rubechini

Perugia: ordinati sacerdoti dal cardinale Gualtiero Bassetti i giovani Marco Cappellato, Lorenzo Marazzani e Matteo Rubechini
 «Carissimi ordinanti Marco, Lorenzo e Matteo in un giorno di sabato di circa duemila anni fa, gli occhi di tutti, ci racconta l’evangelista Luca, nella Sinagoga di Nazareth erano puntati su Gesù. Stasera, gli occhi di tutti coloro che gremiscono la nostra cattedrale sono puntati su di voi». Con queste parole il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti ha introdotto la concelebrazione eucaristica dell’ordinazione presbiterale di Marco Cappellato, Lorenzo Marazzani e Matteo Rubechini, svoltasi nella cattedrale di San Lorenzo in Perugia il pomeriggio della vigilia della solennità dei ss. Pietro e Paolo. Concelebranti sono stati l’arcivescovo emerito mons Giuseppe Chiaretti, che a suo tempo orientò i tre diaconi al Seminario Regionale Umbro “Pio XI” di Assisi, mons. Nazzareno Marconi, vescovo eletto di Macerata che li accolse in Seminario in qualità di rettore, mons Paolo Giulietti, vicario generale e vescovo ausiliare eletto di Perugia-Città della Pieve, e mons. Carlo Franzoni, attuale rettore del Seminario Regionale Umbro.             Il cardinale Bassetti ha esordito nell’omelia richiamandosi alle parole dell’antifona d’ingresso: “Pietro apostolo e Paolo, dottore delle genti, hanno insegnato a noi la tua legge Signore” e, rivolgendosi ai tre ordinandi, ha detto: «sono parole così forti e incisive, sono come la nota dominante di tutta questa celebrazione. Due uomini, in carne ed ossa, che con loro sangue hanno fecondato la Chiesa e perciò ne sono fondamento. Pietro e Paolo, due apostoli, che si ricollegano direttamente al Signore Gesù, Verbo incarnato, anch’egli uomo come noi». «Carissimi Marco, Lorenzo, Matteo, parlando ai giovani durante la recente Visita pastorale dicevo – ha proseguito il presule –: “figli carissimi guardate sempre in alto perché c’è anche per voi uno spirito che chiama ed una perla preziosa da trovare, per cui vale la pena di dare la propria vita. Voi figli carissimi questa perla l’avete trovata perciò, con stupore, gioia interiore e una certa trepidazione avete detto al Signore il vostro “sì”, a Lui, che un giorno ormai lontano, vi aveva detto con dolcezza, ma con forza, “vieni e seguimi”. Perciò io stasera, ancora una volta vi dico: guardate a Lui per essere sacerdoti secondo il suo cuore e con “l’odore delle pecore”. Guardate a Lui e non lasciate cadere a vuoto neppure una delle sue parole. Guardate a Lui e ascoltatelo. Guardate a Lui che vi conosce con l’effusione del suo Spirito, perché possiate sempre agire in suo nome nella sua persona. Proclamate sempre la Parola ai piccoli, ai poveri, agli emarginati, ai sofferenti, ai bimbi, ai giovani e alle famiglie, con tenacia e coraggio. I tempi sono difficili, ma sono formidabili. Questo è il tempo dell’andare, è il tempo della missione; è il tempo dell’“Evangelii gaudium”; è il tempo in cui ci viene chiesto di metterci sotto la Parola e di essa proclamarci servi, come Maria di Nazareth». Il cardinale Bassetti ha esortato i tre ordinandi, nel ricordare che «il Santo Padre ha parlato più volte di “Chiesa in uscita”», di essere «sempre disponibili a lasciare per andare. La nostra Chiesa ha bisogno di presbiteri che sappiano giocarsi la vita e vendere la propria pelle per Cristo. Cari figli non esitate a buttarvi nell’avventura del dialogo, dell’incontro, del servizio, dell’amore sincero verso le persone che vi saranno affidate. Se vorrete rendere facile il vostro sacerdozio, ma al tempo stesso tradirlo, “dispensatevi dal cercare gli altri e state ad aspettare che essi vengano a cercare voi!”. Sono parole accorate di Paolo VI, pronunciate quaranta anni fa. Se penserete alle tante persone che sono fuori dalla conoscenza di Cristo (qualche volta venite a fare un giro notturno in piazza IV Novembre e cercate di incrociare lo sguardo di qualche giovane…), allora vi sentirete spinti da Cristo a ricercare, con tutte le vostre forze, coloro che non hanno più chi li ami, chi li ricerchi e chi li vada a ritrovare. Non andate a letto tranquilli la sera senza esservi domandati: Signore cosa ho fatto oggi per cercare quelle anime? E’ solo la carità di Cristo che brucia dentro e spinge sempre a servire e ad amare. Concludo dicendovi: sarà sempre nutrimento al Popolo di Dio la vostra dottrina, gioia e sostegno ai fedeli di Cristo il profumo della vostra vita, perché con la parola, i sacramenti e l’esempio edificate la Casa di Dio, che è la Chiesa».