Perugia: l’Anno pastorale della Carità 2014-2015 dedicato alla formazione degli “animatori volontari” e al prosieguo della campagna “Cibo per tutti”

Perugia: l’Anno pastorale della Carità 2014-2015 dedicato alla formazione degli “animatori volontari” e al prosieguo della campagna “Cibo per tutti”

Apertosi a fine settembre con il tradizionale ritiro spirituale degli operatori e volontari delle Caritas parrocchiali tenuto dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti sul passo evangelico “date voi stessi da mangiare”, l’Anno pastorale della Carità 2014-2015 nell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve è dedicato alla formazione degli “animatori volontari” e al prosieguo della campagna sostenuta da papa Francesco “Una sola famiglia umana. Cibo per tutti: è compito nostro” promossa dalla Caritas italiana e da diversi organismi ed associazioni di espressione cristiana. A livello globale, a fronte di una popolazione di oltre 7 miliardi di persone, sulla terra si produce cibo per 12 miliardi di persone; eppure 842 milioni di essere umani soffrono ancora la fame!

 

«Una scuola di formazione per educarci alla carità»

“Date voi stessi da mangiare”, che orienta a scoprire la dimensione del dono, della chiamata, sia che si tratti per le missioni lontane, sia che si tratti per l’impegno all’accoglienza nella propria famiglia, è il tema centrale del nuovo Anno pastorale della Caritas perugino-pievese, un invito a riflettere su come rispondere alle sfide del mondo attuale attraverso un’azione personale nella ricerca del bene comune, oltre a richiamare al compito principale la stessa Caritas, cioè quello di educare. «Per questo, alle opere, che sono solo segni, lucerne – spiega il direttore della Caritas diocesana Daniela Monni –, è necessario affiancare una scuola di formazione che sia strumento per educarci alla carità».

            La Caritas diocesana ha attivato la “Scuola Animatori della Carità” rivolta a tutti, in particolare ai volontari delle Caritas e dei Centri di Ascolto parrocchiali, che propone tre momenti di formazione generale presso il “Villaggio della Carità-Sorella Provvidenza” in Perugia. Il primo di questi è in calendario il 18 ottobre, dalle ore 9 alle 11, e verterà sulla “Mondialità e missione”. A relazionare saranno due sacerdoti diocesani, don Marco Cappellato e don Francesco Verzini, che porteranno la testimonianza dei giovani che hanno vissuto esperienze di volontariato in Kosovo, Malawi e dove è presente l’Operazione Mato Grosso. Il 15 novembre, sempre dalle ore 9 alle 11, si terrà il secondo appuntamento dedicato al rapporto “Evangelii gaudium e Carità”, al quale interverrà mons. Elio Bromuri, vicario episcopale per la cultura e responsabile della prima opera di carità della Chiesa in Perugia, l’Ostello-Centro internazionale di accoglienza. Il 13 dicembre si svolgerà il terzo incontro dedicato al tema “Chiamata e accoglienza nelle scritture” affrontato da padre Giulio Michelini, noto biblista.

 

“Cibo per tutti” con l’Emporio della Solidarietà e le raccolte periodiche di generi alimentari di prima necessità

Nei primi quattro mesi del 2015 si terranno a livello territoriale, nelle sette Zone pastorali dell’Archidiocesi, degli incontri formativi sul tema “Cibo per tutti” per sensibilizzare comunità parrocchiali, famiglie, scuole… sulla necessità di rimuovere le cause della fame anche a partire da piccoli segni di impegno personale e comunitario, quali le periodiche raccolte viveri promosse dalle Parrocchie e la “Grande Raccolta Vivevi” in  Quaresima, un’iniziativa diocesana che si svolge da più di un decennio e che è anche un’opportunità educativa per numerosi ragazzi e di sensibilizzazione per molte famiglie.

            Occorre sostenere materialmente tante persone in difficoltà anche con dignità ed è quello che si sta facendo attraverso l’iniziativa dell’“Emporio della Solidarietà” della Caritas diocesana aperto poche settimane fa presso il “Villaggio della Carità”, dove attualmente cento di famiglie perugine si recano a prelevare i prodotti a loro necessari senza più ricevere il “pacco viveri” dalle Caritas parrocchiali della città.

L’“Emporio della Solidarietà”, come altri iniziative messe a punto dalla Caritas, cerca di fronteggiare «l’acuirsi dello stato di sofferenza di molte famiglie già percepito nel 2013 – commenta il direttore Daniela Monni –, a triste conferma del dato ISTAT sulla povertà in Umbria, con 42.600 famiglie in povertà relativa (11%, rispetto all’8.9% della precedente rilevazione ISTAT), di cui 19.700 in povertà assoluta. In Italia nel 2007 vivevano in povertà assoluta 2,4 milioni di persone (4,1%), mentre nel 2012 sono arrivati a 4,8 milioni (8%), in pratica sono raddoppiati in soli 5 anni».

 

Situazione difficile anche per numerose famiglie perugine ritenute fino ad oggi poco vulnerabili.

La Caritas diocesana ha effettuato il doppio degli interventi rispetto al 2013

«Nei primi nove mesi del 2014 – sottolinea il direttore della Caritas perugina –, 560 famiglie hanno ricevuto un contributo dal Centro di Ascolto diocesano per il pagamento di utenze domestiche, per affrontare spese mediche o per l’acquisto di libri o materiale scolastico. Oltre al Centro di Ascolto diocesano, nella nostra Diocesi operano 45 Caritas parrocchiali e/o interparrocchiali, che assistono in modi e misure diverse circa 2.000 famiglie. Nella sola Prima Zona pastorale (Perugia città), nel 2013, 500 famiglie hanno ricevuto viveri mensilmente attraverso le Caritas parrocchiali».

«La situazione dei primi nove mesi del 2014 – conclude Daniela Monni – presenta caratteri di crescita della povertà quasi esponenziali, tanto che il Centro di Ascolto diocesano ha effettuato il doppio degli interventi rispetto all’anno precedente. Moltissime famiglie di quelle giunte nell’ultimo triennio non si erano mai rivolte alla Caritas nel corso della loro vita. Oltre ai segmenti della popolazione già colpiti da tempo dall’indigenza, la povertà è cresciuta in quelle famiglie ritenute fino ad oggi poco vulnerabili ed è sempre crescente il numero di quelle che si rivolgono, a causa della perdita del lavoro, al “Fondo di Solidarietà delle Chiese umbre”.