Perugia: La 52a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Presenta il tema la comunità delle Figlie di San Paolo nel capoluogo umbro dal 1955. Suor Daniela Tripodi: «solo una comunicazione sulla verità dei fatti è capace di partecipare alla costruzione della pace»

Perugia: La 52a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Presenta il tema la comunità  delle Figlie di San Paolo nel capoluogo umbro dal 1955. Suor Daniela Tripodi:  «solo una comunicazione sulla verità dei fatti è capace di partecipare alla costruzione della pace»

Anche la Chiesa di Perugia-Città della Pieve il 13 maggio, Domenica dell’Ascensione, celebra la 52a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali dedicata al tema “La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace”, che verrà richiamato nella predicazione come nella preghiera dei fedeli durante le messe. Sempre domenica si terrà la giornata diocesana di Avvenire che pubblicherà una pagina sulla Chiesa perugino-pievese con i suoi mezzi di comunicazione: il settimanale La Voce (dal 1953), l’emittente Umbria Radio (dal 1984) e il quotidiano online www.umbriaoggi.news (dal 2017). Inoltre La Voce ha riservato un ampio spazio alle comunicazioni sociali nel numero in edicola questo fine settimana.

A presentare il tema della 52a Giornata è suor Daniela Tripodi, neodirettrice della “storica” Libreria Paoline in piazza IV Novembre di Perugia risalente all’anno 1955, quando arrivarono nel capoluogo umbro le Figlie di San Paolo, più conosciute come le “Paoline”. Questa comunità religiosa, un “osservatorio privilegiato” della comunicazione sociale, guidata dalla superiora suor Antonietta Cavarzan, oltre a suor Maria Bazzucchi e a suor Luigia Cipolla, la comunità si è arricchita di recente di due nuove consorelle, suor Jocelyn Kwek e suor Daniela Tripodi. E’ un segno di speranza in un’epoca in cui non poche comunità religiose hanno dovuto lasciare la terra dei santi Benedetto e Francesco per carenza di vocazioni.

La carità della verità… ci dispone all’ascolto, al confronto, all’accoglienza. 

Suor Daniela, addentrandosi nel tema scelto da papa Francesco, evidenzia come «la verità e la libertà sono elementi costitutivi della comunicazione». Questo «lo aveva ben compreso il beato Giacomo Alberione (fondatore della Famiglia Paolina) che come Paolo, si sentiva debitore verso tutti dell’annuncio della Buona Novella del Vangelo, di far conoscere Cristo Maestro, Via, Verità e Vita, di fare a tutti “la carità della verità”. Chi stampa, chi diffonde, le librerie sono centri di luce, sono pulpiti da dove si annuncia Gesù Maestro per l’uomo di oggi. Nutrire la mente della Verità del Vangelo, illuminare il cuore con Gesù Vita, aprire la strada con Gesù Via. Solo quando si hanno occhi e cuori liberi da pregiudizi, si può conoscere e trasmettere la verità! E’ essa la fonte del pensiero, ci dispone all’ascolto, al confronto, all’accoglienza».

Fake news, notizie false sono una realtà con cui fare i conti!

«A partire dal Concilio Vaticano II, ogni anno, in occasione di questa Giornata Mondale – sottolinea la religiosa –, il Papa si sofferma sulla natura, le modalità, i caratteri della comunicazione, sulla sua incidenza sui piccoli e sugli adulti. Quest’anno, mentre invita a non sottovalutare i pericoli di “false notizie” che minano la convivenza civile, minacciano la vera fraternità e quindi la comprensione ed il dialogo, sottolinea come solo una comunicazione sulla verità dei fatti, sulle persone, è capace di ampliare la comprensione e la fraternità tra i popoli e le culture e partecipare alla costruzione della pace. Con il tema del messaggio: “fake news e giornalismo di pace”, papa Francesco indica come debba e possa essere la comunicazione. Bufale, fake news, notizie false e infondate: comunque si chiamino sono una realtà con cui fare i conti!».

Cacciatori di bufale… L’educazione alla verità comincia in famiglia.

Suor Daniela, avviandosi alla conclusione, invita a «non cadere nelle trappole della rete» diventando «cacciatori di bufale, a farsi promotori di una informazione trasparente, a interrompere le catene che diffondono a macchia d’olio falsità e contribuiscono spesso a fomentare l’odio e la diffidenza, sentimenti di cui non abbiamo bisogno nella nostra società. L’educazione alla verità comincia in famiglia, la famiglia stessa, del resto, ha una responsabilità primaria nella gestione di processi della comunicazione mediatica, soprattutto rispetto ai mezzi, come la televisione, il PC e lo smartphone, che “abitano” stabilmente in casa. Come destinataria privilegiata dell’offerta mediatica, la famiglia deve anche rivestire il ruolo di interlocutore attivo nei confronti di chi produce informazione e comunicazione, per riuscire ad incidere positivamente sulla qualità dell’offerta mediatica. Se le tecnologie digitali facilitano la velocità del contatto e la possibilità di restare sempre connessi con gli altri sui social, la comunicazione interpersonale diretta rimane il presupposto fondamentale per un rapporto autentico e vero con gli altri e con la realtà del mondo».