Perugia, III Domenica di Quaresima: Giornata di sensibilizzazione del progetto diocesano “SoSteniamo il lavoro” promosso da Caritas e Pastorali Giovanile e Problemi Sociali

Perugia, III Domenica di Quaresima: Giornata di sensibilizzazione del progetto diocesano “SoSteniamo il lavoro” promosso da Caritas e Pastorali Giovanile e Problemi Sociali

Come annunciato in occasione del Mercoledì delle Ceneri, la Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve dedica la “Quaresima di Carità 2018” al progetto “SoSteniamo il lavoro” promosso dalla stessa Caritas insieme agli Uffici diocesani per la Pastorale giovanile e per i Problemi sociali e il lavoro. Nelle chiese parrocchiali e dei santuari dell’Archidiocesi il 4 marzo, III Domenica di Quaresima, durante le celebrazioni eucaristiche si raccoglieranno offerte per contribuire alla realizzazione di questo progetto di durata triennale a sostegno del lavoro di giovani e adulti in difficoltà, attivato lo scorso autunno con un finanziamento di 190mila euro grazie al fondo 8XMille della Chiesa cattolica (per maggiori info: www.caritasperugia.it). Questo progetto, di rilevanza sociale, coinvolge alcune realtà produttive del territorio Perugino disposte ad investire proprie risorse nell’assunzione di nuovo e qualificato personale. Un modo concreto per sostenere l’occupazione in un periodo di gravi difficoltà dovute al persistere della crisi.

SoSteniamo il lavoro” ha l’obiettivo di coinvolgere la comunità territoriale, in tutte le sue componenti, mediante la creazione di una rete che in modo sinergico individui nuove metodologie di approccio al problema so­ciale legato al tema del lavoro. Questo progetto, nel suo primo anno di attività, ha selezionato 79 persone (60% italiane, 70% under trentacinque, 48% donne), dando possibilità a giovani e adulti di collocarsi nel mondo del lavoro in vari ambiti produttivi. Le persone ammesse ai corsi di orientamento al lavoro 2017-2018 sono 25, al termine dei quali potranno svolgere un periodo di stage retribuito di sei mesi come tirocinanti (con una borsa lavoro di 550 euro netti mensili) in aziende del territorio. Ad oggi 12 dei 25 corsisti (60% italiani, 84% under trentacinque, 40% donne) stanno svolgendo il tirocinio in alcune aziende che hanno fatto propria quest’iniziativa. Si tratta di realtà produttive riguardanti i settori alimentare, informatico, logistico, farmaceutico, ristorazione, supermercati e società di servizi.

L’intervento del direttore dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali e lavoro.

«Credo che oggi ci sia un’urgenza lavorativa – commenta il diacono Carlo Cerati, direttore dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro –: le persone, se perdono il loro lavoro perdono la dignità, nonché la possibilità di sentirsi persone, cittadini. Non ci può essere solo la finanza che gestisce la vita dei cittadini e delle persone. Con la “Quaresima di Carità” dedicata al lavoro vogliamo attirare l’attenzione di tutti, soprattutto della politica affinché, dopo le elezioni del 4 marzo, si attivi seriamente per sostenere concretamente e non con promesse l’occupazione giovanile. In Umbria stiamo pagando dei grossi tributi a questo problema. E’ sotto gli occhi di tutti la situazione della Perugina, con la perdita di tanti posti di lavoro e di  altre realtà piuttosto grandi. Ormai stiamo diventando una regione povera da questo punto di vista. Se non ci si riattiva tutti attraverso circuiti virtuosi con l’obiettivo che neanche un posto vada perso, davvero diventeremo una regione sempre più povera».

«“SoSteniamo il lavoro”, per il numero delle persone interessate – afferma il diacono Cerati –, può sembrare una iniziativa limitata a livello quantitativo, ma se tutte le realtà impegnate a sostenere l’occupazione si mettessero in gioco avremmo risultati importanti. La nostra Chiesa diocesana ha messo in campo quello che ha, contattando aziende e cercando di creare circuiti produttivi virtuosi che possano dare nel tempo risposte più stabili attraverso la formazione. L’attività esistenziale può andare avanti solo per un certo periodo, poi si arena da sola, ma i circuiti produttivi possono creare valore nel tempo per stabilizzare le persone con la loro vita lavorativa e sociale. Questo può generare futuro e speranza ed è anche l’obiettivo dell’Ufficio diocesano per la pastorale del lavoro».