Perugia: “C’era una volta. Paramenti e suppellettili sacre di una parrocchia di campagna”, Fratticiola Selvatica

Perugia: “C’era una volta. Paramenti e suppellettili sacre di una parrocchia di campagna”, Fratticiola Selvatica

Sabato 9 dicembre, nel cuore dell’Avvento in preparazione al Santo Natale, sarà una giornata “storica” per la comunità parrocchiale di Fratticiola Selvatica e dintorni, nella periferia nord-est dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, dove verrà inaugurata, nella chiesa della Madonna delle Grazie, alle ore 20.30, la mostra dal titolo: “C’era una volta. Paramenti e suppellettili sacre di una parrocchia di campagna”, con ingresso libero e visitabile nelle domeniche del 10 e del 17 dicembre, dalle ore 15.30 alle 17.30, e sabato 16 e 23 dicembre, dalle ore 9.30 alle 12.30.

«L’idea di questa mostra nasce dall’intenzione non di presentare una visione nostalgica del passato, ma dal desiderio di riconsegnare ai fedeli la bellezza scaturita dalla fede dei nostri nonni. A spiegarlo, nell’annunciare l’evento, è il parroco don Francesco Verzini, cerimoniere del cardinale Gualtiero Bassetti e docente di Introduzione alla Liturgia presso la Scuola diocesana di Teologia “Leone XIII” del capoluogo umbro. «I paramenti e le suppellettili della mostra – evidenzia don Verzini – appartengono alle parrocchie di Fratticiola Selvatica, Piccione, Ramazzano-Le Pulci e Montelabate, inseriti nella cornice della piccola chiesa della Madonna delle Grazie nella quale sono presenti affreschi tardo-gotici e primo-rinascimentali di maestranze locali. La scelta del luogo è stata dettata anche dal voler rivalutare a livello socio-culturale una zona periferica della nostra Archidiocesi e del Comune dì Perugia, ricca comunque di fede, arte e cultura popolare».

La cerimonia di inaugurazione della mostra sarà dedicata alla riflessione sulla liturgia, l’arte e la musica dei secoli passati, arricchita dalle note di violino del maestro Michele Tremamunno. La riflessione sarà inoltre guidata dalla dott.ssa Maria Serena Baldoni, curatrice della mostra, e dal parroco don Francesco Verzini.