Perugia: Celebrate le esequie del fondatore della Caritas diocesana, mons. Giacomo Rossi. Il cardinale Gualtiero Bassetti: «Don Giacomo era un grande parroco ma al contempo umile e di poche parole, ma nel momento del bisogno, lui c’era». L’ex sindaco Ivo Del Negro di Trasaghis (Udine): «Anche in Friuli oggi le campane hanno suonato a morto»

Perugia: Celebrate le esequie del fondatore della Caritas diocesana, mons. Giacomo Rossi. Il cardinale Gualtiero Bassetti: «Don Giacomo era un grande parroco ma al contempo umile e di poche parole, ma nel momento del bisogno, lui c’era». L’ex sindaco Ivo Del Negro di Trasaghis (Udine): «Anche in Friuli oggi le campane hanno suonato a morto»

Le parrocchie di Sant’Egidio – Lidarno hanno dato oggi pomeriggio l’ultimo saluto al loro caro pastore, monsignor Giacomo Rossi, in una chiesa parrocchiale colma di fedeli. Don Giacomo ha concluso la sua vita terrena venerdì 23 giugno, a 86 anni, dopo una breve grave malattia. A celebrare la messa funebre, è intervenuto il cardinale Gualtiero Bassetti, il vescovo di Gubbio mons. Mario Ceccobelli e numerosi parroci della IV Zona pastorale dell’Archidiocesi. Il brano evangelico delle Beatitudini, scelto dallo stesso cardinale, «ben rappresenta la missione sacerdotale di don Giacomo – ha sottolineato Bassetti nell’omelia – che ha fatto della Carità il suo stile di vita, privilegiando sempre i poveri e gli afflitti, i miti e i misericordiosi. Un amore smisurato per il prossimo che lo ha portato a seguire la volontà di papa Paolo VI e a fondare la Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve. Don Giacomo era un grande parroco – ha continuato il cardinale – ma al contempo umile e di poche parole, ma nel momento del bisogno, lui c’era.

Commuovente, a tal proposito, anche la testimonianza di Ivo Del Negro, ex sindaco di Trasaghis (Udine) che ha ricordato con commozione l’impegno di Don Giacomo nel soccorrere le popolazioni del Friuli dopo il disastroso terremoto del 1976. «Don Giacomo per noi ha rappresentato l’uomo della speranza e della rinascita. Dopo il disastroso sisma che ha colpito le nostre popolazioni, egli ha saputo confortare ed esortare con parole di speranza e condivisione. Ha saputo instillare, con la sua forza e il suo coraggio,  il nostro desiderio di rinascita. Don Giacomo ha segnato le nostre vite e i nostri cuori e, seppur è vero che molte volte la ricostruzione del Friuli viene citata ad esempio, è grazie all’impegno di persone come il vostro Don che la mia terra ha saputo reagire e risorgere. Oggi – ha concluso l’ex sindaco – le campane del mio paese hanno suonato a morto e una messa è stata celebrata in suffragio di Don Giacomo, perché Peonis e Trasaghis hanno perso una persona preziosa. La mia presenza qui, tra voi, dopo 40 anni dai tragici eventi, testimonia i legami e le relazioni profonde che Don Giacomo ha saputo creare. Siate orgogliosi di lui”.

La celebrazione si è conclusa con un elogio funebre dei parrocchiani che hanno salutato il loro amato Pastore, guida e padre instancabile per oltre 62 anni, oggi guidati da don Simone Sorbaioli degno successore di mons. Rossi.

Com. stampa a cura di Paola Mannocci /