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La Voce di Migiana FEBBRAIO 2002 |
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Ripartire da Cristo
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seguito) Questo mio intervento
cade verso la conclusione della mia visita alle famiglie per la
Benedizione Pasquale e in prossimità della Pasqua stessa: per cui
voglio deporre gli abiti della deplorazione e dello scoraggiamento per
indossare quelli della fiducia e della speranza. Quando
ci si mette “in cooperativa con Dio” i conti tornano sempre: è una affermazione dolcissima del mio grande ispiratore D.Tonino Bello che mi
sta dando il “la” per questo particolare momento liturgico. Molto
probabilmente me la sentirete ripetere spesso. Per cui mi viene in mente
di riflettere a voce alta, come spesso sono le mie omelie, sul come
mettersi in cooperativa con Dio. La prima cosa che mi
viene da dire è che sono rammaricato di non pregare di più: infatti
quando mi sono intrattenuto più a lungo con il Signore per confidargli
i miei problemi, i miei crucci, le mie preoccupazioni, tutto si è
risolto come un ghiaccio che si scioglie al sole. Ma quando sono preso
dalla tentazione del “fai da te” allora sono rimasto
travolto dall’affanno delle cose, spesso senza sbocchi plausibili…. I Padri del deserto
parlavano del demonio meridiano, ma penso che molti sperimentano il
demonio “mattutino”. E’ quello che ti tenta quando, per sbrigare
le tue cose, ti alzi e, invece che fermarti un attimo a gustare il dono
di Dio per la vita, per il sole, per la pioggia, per la nebbia, ecc., ti
immergi subito nel vortice delle faccende, dei libri, della cucina, del
pullman che arriva, dell’auto che non parte, del telefono che
squilla,….. e la preghiera del mattino ? Noi, e anche io,
pensiamo che l’attivismo sia oggi indispensabile, quasi un nuovo tipo
di vangelo, per cui rimane difficile giustificare chi oggi si attarda
nella preghiera, peggio ancora chi sceglie di farne l’attività
essenziale della vita: i contemplativi nei monasteri o nei conventi di
clausura. E allora qualche
santo ha coniato un nuovo termine per i cristiani, chiamandoli contempl-attivi,
una medaglia con il dritto e il rovescio: cioè la preghiera e
l’azione, magari con una eventuale alternata prevalenza dell’uno
sull’altro: mai nessun frenetico faccendiere è stato dichiarato
cristiano esemplare. Madre Teresa voleva che le sue suore, con tutto
quello che avevano da fare, sostassero almeno due ore al giorno in
adorazione davanti al SS.MO Sacramento. Povero Signore delle nostre
Chiese durante le Quarantore e soprattutto durante la settimana ! S.Basilio diceva che chi
prega ha le mani sul timone della Storia, ma purtroppo le mani sul
timone della storia ce l’hanno anche coloro che non pregano! E non
parliamo solo della grande storia, ma anche di quella delle nostre vite,
delle nostre famiglie (ahimè), delle nostre comunità: solo che chi non
prega indirizza la nave a naufragare sugli scogli e, ben che vada,
mettono le premesse per il suo arenarsi nelle secche dei fondali. E perché il mondo non
è ancora calato a picco? Perché fortunatamente esiste un sommerso
incredibile, le cui proporzioni sono difficilmente quantificabili:
rosari nelle mani tremanti di anziani, chi recita la Liturgia delle Ore,
quanti ammalati che sono candelabri viventi perennemente accesi davanti
al Signore, quante sofferenze elevate alla pari dignità con quelle di
Cristo. Se c’è ancora speranza è per questo preziosissimo sommerso
che pareggerà e forse scavalcherà il conto in rosso dei libri
contabili di Dio. Nell’avvicinarsi della
Pasqua, nutro la speranza che tanti sentiranno il desiderio di
associarsi a questo impegno “sommerso”, ma capace di sorreggere la
nave pericolante di tante famiglie giovani e non, di tante vite senza
stella polare, delle nostre Comunità non comunitarie, delle nostre
Parrocchie più territorio che cuori. E anche questo è Ricominciare
da Cristo! Parola
di uomo, parola di Prete !
don Franco
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APPUNTI DI SPIRITUALITA' di Nicola Faina Estratti del capitolo XXIII dell’ Imitazione di Cristo. La meditazione della morte. Ben presto la morte sarà qui, presso di te. Considera, del resto, la tua condizione: l’uomo oggi c’è e domani è scomparso; e quando è sottratto alla vista, rapidamente esce anche dalla memoria: Quanto grandi sono la stoltezza e la durezza di cuore dell’uomo: egli pensa soltanto alle cose di oggi e non piuttosto alle cose future. In ogni azione, in ogni pensiero, dovresti comportarti come se tu dovessi morire oggi stesso; che, se avrai retta la coscienza, non avrai molta paura di morire. Sarebbe meglio star lontano dal peccato che sfuggire alla morte. Se oggi non sei preparato a morire , come lo sarai domani? Il domani è una cosa non sicura: che ne sai tu, se avrai un domani? A che giova vivere a lungo, se correggiamo così poco noi stessi? Purtroppo, non sempre una lunga vita corregge i difetti; anzi spesso accresce maggiormente le colpe. Magari potessimo passare santamente anche una sola giornata in questo mondo. Molti fanno il conto degli anni trascorsi dalla loro conversione a Dio; ma scarso è sovente il frutto della loro emendazione. Certamente morire è cosa che mette paura; ma forse è più pericoloso vivere a lungo. Beato colui che ha sempre dinanzi agli occhi l’ora della sua morte ed è pronto ogni giorno a morire......... Sii dunque sempre pronto; e vivi in tal modo che, in qualunque momento, la morte non ti trovi impreparato. Sono molti coloro che muoiono in un istante, all’improvviso; giacché “ il Figlio dell’uomo verrà nell’ora in cui non si pensa che possa venire “(Mt 24,44; Lc 12,40). Quando sarà giunto quel momento estremo, comincerai a giudicare ben diversamente tutta la tua vita passata, e molto ti dorrai di esser stato tanto negligente e tanto fiacco. Quanto è saggio e prudente l’uomo che, durante la vita, si sforza di essere quale desidera esser trovato al momento della morte! ....... .....Mentre sei in buona salute, molto puoi lavorare nel bene; non so, invece, che cosa potrai fare quando sarai ammalato. Giacché sono pochi quelli che, per il fatto di essere malati, diventano più buoni; così come sono pochi quelli che, per il fatto di andare frequentemente in pellegrinaggio, diventano più santi. Non credere di poter rimandare a un tempo futuro la tua salvezza, facendo affidamento sui suffragi degli amici e dei parenti; tutti costoro ti dimenticheranno più presto di quanto tu non creda. Perciò, più che sperare nell’aiuto di altri, è bene provvedere ora, fin che sei in tempo, mettendo avanti un po’ di bene: Ché, se non ti prendi cura di te stesso ora , chi poi si prenderà cura di te? Questo è il tempo
veramente prezioso; sono questi i giorni della salvezza; è questo il
tempo che il Signore
gradisce(2 Cor 6,2). Purtroppo , invece, questo tempo tu non lo spendi
utilmente in cose meritorie per la vita eterna. Verrà il momento nel
quale chiederai almeno un giorno o un’ora per emendarti; e non so se
l’otterrai.......Procura di vivere ora in modo tale che, nell’ora
della morte, tu possa avere letizia, anziché paura; impara ora a morire
al mondo, affinché tu cominci allora a vivere con Cristo......Accumula,
ora, ricchezze eterne, mentre sei in tempo........Mantieniti, su questa
terra, come uno che è di passaggio; come un ospite, che non ha a che
fare con le faccende di questo mondo. Mantieni libero il tuo cuore, e
rivolto al cielo, perché non hai stabile dimora quaggiù (Eb 13,14). Al
cielo rivolgi continue preghiere .......affinché, dopo la morte, la tua
anima sia degna di passare felicemente al Signore. Amen. |
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Aumentare
la fede! Il mese di Febbraio ci ha riproposto
come ogni anno la Festa delle SS. Quarantore, la cui pratica è da molti
considerata importante per verificare la “temperatura” della fede
presente in una parrocchia, poiché la presenza di Gesù Risorto nel
Santissimo Sacramento esposto dalla mattina fino alla sera del venerdì,
del sabato e della domenica, dovrebbe attirare tante persone che
affaticate sotto il peso della routine quotidiana potrebbero ristorarsi
alla Sua presenza per riprendere con più vigore il pellegrinaggio
terreno. Non stiamo parlando della presenza di un simulacro o di una
reliquia, stiamo parlando di Gesù Cristo che è realmente presente
nell’ostia consacrata e che da tale presenza proviene l’aiuto a
superare quei dubbi che attanagliano la nostra umanità. La fede in
Cristo si vede dalla intensità con il quale
si vive il rapporto di adorazione e contemplazione con l’autore
della vita, con Colui che ci conosce sin dal seno materno e che provvede
pazientemente il necessario per la nostra felicità. Registriamo,
invece, che questa presenza che per alcuni è così fondamentale tanto
da trascorrere parecchio tempo in adorazione, per altri e sono in molti
non attira più. Si nota a vista d’occhio la diminuzione progressiva
della presenza di persone alla adorazione al Santissimo. Riteniamo che
questa situazione sia alquanto preoccupante e che debba destare profonda
riflessione da parte dell’intera comunità. Ci sovviene il pensiero
che i falsi maestri abbiano svolto assai bene la loro lezione contro
Cristo risorto, perché sono riusciti con abilità ad infondere l’idea
che in quel pezzo di pane non vi è Gesù Cristo, e che da questa
presenza non possa venire alcun beneficio alle persone. E quando
sentiamo ancora dire che “non vi è bisogno di partecipare alla
Eucaristia e di adorare il Santissimo Sacramento, perché con Dio me la
vedo da solo!”, ci rinforziamo ancor di più che la lezione ha
cambiato i parametri delle stesse coscienze. Ma di quale dio essi
parlano?; non sicuramente di Dio che ci è stato rivelato da Gesù
Cristo e che trova nella Eucaristia la sua visibile presenza. Il periodo
quaresimale che è iniziato con il mercoledì delle ceneri, appena
terminate le Quarantore, l’abbiamo voluto iniziare con un
maggior impegno alla conversione, proprio in considerazione di quello
che abbiamo poc’anzi descritto. La quaresima è considerata un tempo
privilegiato per cambiare rotta, per ricentrare la vita sul Gesù Cristo
morto e risorto. E così la comunità ha cercato di intensificare i
momenti di ascolto della Parola di Dio, d ella celebrazione
dell’Eucaristia, del sacramento della Riconciliazione, della preghiera
ed infine con atti di carità più convinti e partecipati. E come di
consueto il venerdì lo abbiamo dedicato alla meditazione della passione
di Gesù Cristo con la via crucis. Quest’anno come novità rispetto
allo scorso sono da segnalare gli incontri che il parroco Don Franco ha
svolto e continuerà a svolgere per tutto il periodo quaresimale, di
meditazione sul mistero della Morte e Risurrezione di Gesù che trova
nella Eucaristia la su presenza visibile ed operante. Proprio intorno al
banchetto eucaristico egli si è soffermato facendone percepire la
diretta conseguenza con la vita quotidiana di ciascuno di noi. Essa è
un memoriale che attualizza quel mistero e lo rende presente a noi
tutti, tanto da farlo diventare attivo nella vita personale di ogni
uomo. In questa prima parte delle meditazioni il percorso proposto è
stato ascendente: dalla vita alla eucaristia; mentre per il periodo
successivo è previsto il percorso che dalla eucaristia va alla vita. La seconda novità
riguarda la proposta fatta alla comunità di vivere questo periodo
dell’anno liturgico in preparazione alla Pasqua, riproponendo
gli esercizi spirituali, metodo molto utile per crescere nella vita
spirituale. In particolare abbiamo utilizzato il calendario liturgico
settimanale, che al termine di ogni celebrazione domenicale distribuiamo
ai presenti, come strumento per indicare a coloro che liberamente
avessero voluto eseguirli, quattro tipi di esercizi per ogni settimana.
Il primo esercizio riguardava l’ascolto assiduo della Parola di Dio,
seguendo la liturgia feriale e domenicale. Il secondo esercizio
concerneva l’impegno alla preghiera quotidiana, da effettuare con
gradualità e sistematicità. Il terzo esercizio era rivolto alla
pratica del digiuno, che
oggi può assumere svariate forme, ma che tuttavia rimane fondamentale
per il cammino spirituale. Il quarto
ed ultimo esercizio è stato quello relativo alle opere di carità. Qui
le possibilità sono molteplici e con un po’ di buona volontà si
poteva fare davvero tanto bene. Anche la quaresima con la sua
particolare liturgia diventa un bel termometro per indicare
il livello di fede di una comunità.
Massimo Liucci
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Famiglia diventa ciò che sei !di Enzo e Rita Mariucci La
Famiglia è stata voluta e creata da Dio Gesù
alla domanda dei farisei se era lecito ad un uomo ripudiare la propria
moglie risponde: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l'uomo lascerà
suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola
carne?» (Mt 19, 4-5), e ancora all'obiezione di quelli perché Mosé
aveva allora ordinato l'atto di ripudio risponde loro: «Per la durezza
del vostro cuore… ma da principio non fu così.» (Mt 19,8). Il
principio a cui Gesù si riferisce lo si trova ben esplicitato nelle
parole di Giovanni Paolo II nella lettera alle famiglie del febbraio
1994 «il modello originario della famiglia va ricercato in Dio stesso,
nel mistero trinitario della sua vita. Il noi
divino costituisce il modello del noi
umano; di quel noi formato
innanzi tutto dall'uomo e dalla donna creati a immagine e somiglianza
divina». Il
senso di queste parole spiegano quel desiderio di amore e quella capacità
di amare che Dio inscrive nel cuore di ogni uomo che si manifesta
concretamente nel "formare una famiglia" ritenuta, ancora
oggi, un valore da ricercare, costruire e difendere. La
famiglia ha la sua origine in Dio, nel suo progetto di amore per l'uomo,
Gesù stesso, il Figlio unigenito di Dio, è entrato nella storia degli
uomini attraverso una famiglia legandosi ed entrando così in rapporto
con ogni famiglia umana. Da questa sua origine e da questo rapporto
scaturisce la comunione dei suoi membri, caratteristica fondamentale
della famiglia, del suo modo di esistere e di vivere insieme, che prende
inizio dalla comunione coniugale, che
richiama l'alleanza
nella quale l'uomo e la donna mutuamente
si danno e si ricevono (GS n.48): Questa
comunione, a immagine e somiglianza di Dio, e che solo le persone sono
capaci di vivere, implica relazione, condivisione, dialogo, in altre
parole dono di sé all'altro; il matrimonio, nella vita cristiana, non solo mette in
luce la scelta consapevole e libera dell'uomo e della donna a voler
vivere questa realtà, ma soprattutto che
la famiglia diviene segno di una
certa similitudine tra l'unione delle persone divine e l'unione dei
figli di Dio nella verità e nella carità (Gs n.24). Oggi
a diversi livelli e in diverse riflessioni non si parla più di «famiglia»
ma di »famiglie», racchiudendo in questo termine la varietà di
orientamenti, idee, concezioni e tipologie che le realtà familiari
vanno assumendo per cui la famiglia rischia di diventare qualcosa di
vago, non definito o addirittura equivoco, da qui nasce allora la
necessità di riscoprire il significato delle parole di Gesù: «Per la
durezza del vostro cuore… ma da principio non fu così.» (Mt 19,8). La
sola e vera identità della famiglia è quella secondo «il disegno di
Dio», manifestata fin dalla creazione dell'uomo e della donna, l'unica
che sappia generare la famiglia come una «intima comunità di vita e di
amore» (GS n.41) capace di costruire una società fondata sulla «civiltà
dell'amore». |
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RUBRICA DEL CONSIGLIO ECONOMICO INFORMAZIONI
! Coloro che fossero in possesso di un armadio o di un mobile a ripiani in discreto stato e volessero disfarsene, possono rivolgersi alla parrocchia che ne ha bisogno per sistemare i diversi oggetti. |
Dal
punto di vista della
famiglia
di Luciana - MassimoM.
Teresa - Claudio
NOI CI SIAMO ! Il
titolo che abbiamo dato al nostro articolo vuol significare che se anche per
qualche numero de La Voce di Migiana non abbiamo informato la comunità
parrocchiale sulle attività del gruppo delle famiglie, esso si è sempre
riunito e cogliamo l’occasione per aggiornare i nostri lettori sul percorso
compiuto. Il gruppo è composto da tutti coloro ( coppie, singoli..) che hanno
a cuore le sorti della famiglia ed il cui ritrovarsi insieme, una volta al
mese nell’ultima domenica, ha lo scopo di condividere attese, speranze,
problemi, gioie, riguardanti la famiglia. Ci teniamo a precisare che siccome
gli incontri riguardano il tema della famiglia, vogliamo che gradualmente si
coinvolgano tutte le componenti: coppia, figli, nonni, poiché come attestano
i documenti della Magistero ecclesiale, tutta la famiglia è soggetto ed
oggetto della attività della Chiesa voluta da Gesù Cristo. Nei
numeri precedenti, avevamo anticipato l’intenzione di articolare un progetto
di pastorale famigliare, da cui scaturisse un programma. Ebbene il programma
lo abbiamo elaborato e si articola in tre anni. Per quanto riguarda il primo
anno, che è iniziato con l’incontro del 23 settembre 2001 e terminerà nel
mese digiuno di quest’anno, il tema che fa da sfondo all’itinerario è il
seguente: La famiglia più che un problema è un tesoro nascosto da scoprire,
poiché essa è un Vangelo. Gli
incontri sono coordinati da Enzo e Rita, da sempre impegnati nella pastorale
familiare e dai sottoscritti. Gli incontri mensili
si svolgono presso la CASA FAMIGLIA DI NAZARETH, tuttavia ad essi vanno
aggiunti alcuni incontri che si tengono nei periodi forti dell’anno
liturgico (Avvento e Quaresima) su temi fondamentali per la vita cristiana.
Durante l’Avvento 2001 il tema svolto ha
riguardato i fondamenti della fede e si è tenuto presso il Circolo ARCS
di Mantignana. Per la Quaresima stiamo approntando il programma definitivo. Fino a
questo punto, gli incontri hanno privilegiato l’analisi della situazione
nella quale si trova la famiglia, per una più consapevole presa di coscienza
del tempo che viviamo, nella fattiva speranza di scoprire o riscoprire quel
tesoro nascosto rappresentato dalla famiglia voluta da Dio.
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La salute nelle verdure
di Maria
Luisa Bacocchia “Patata Dolce” …lo sapevate che: La patata dolce, affine per composizione e utilizzo alla patata, non appartiene alla stessa famiglia botanica e può perciò essere usata da chi non tollera le Solanacea. Inoltre è ricchissima di batacarotene e vitamina “E” contenuti in quantità irrilevanti nella patata. Le varietà più scure sono da preferire perché più ricche di betacarotene. Utile in caso di : Aborto spontaneo; Cancro; Cellulite; Deficienze del sistema immunitario; Demineralizzazione; Denutrizione; Diabete ; Insufficienza biliare; Malattie cardiovascolari; Malattie della pelle; Mestruazioni irregolari; Obesità; Stitichezza. Inoltre alimentazione durante la convalescenza. “Peperone” …lo sapevate che: Esistono molte varietà di peperoni fra cui peperoncini. Quelli grandi sono in genere dolci con una percentuale più bassa di sostanza nutritive (proteine, flavoniodi, saponine) rispetto ai piccanti; sono comunque consigliabili per chi ha il colesterolo alto o è a rischio d’infarto. Utile in caso di : Aborto spontaneo; Colesterolo alto; Fragilità capillare; Malattie cardiovascolari; Mestruazioni irregolari. ATTENZIONE !!! : Appartiene alla famiglia
delle Solanacee : in alcuni soggetti può aggravare l’artrite. …lo sapevate che: Benché composta dal 90% di acqua il pomodoro contiene molte vitamine e minerali (specialmente il potassio) il succo è un’ottima bevanda depurativa e un rimedio preventivo contro molte malattie degenerative. Utile in caso di : Aborto spontaneo; Calcoli bilari; Gotta; Inappetenza; Intossicazione; Malattie della pelle; Mestruazioni irregolari; Obesità; Stitichezza. ATTENZIONE !!! :
In alcuni soggetti i pomodori come le altre le Solanacee possono
aggravare l’artrite. Non abusatene. Rosso è meglio : è consigliabile consumare
pomodori rossi e maturi che hanno in percentuale più nutrienti di
quelli verdi (fino a quattro volte di Betacarotene). Eliminate sempre la
parte verde vicina al picciolo, che contiene troppa solanina.
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EDITORIALELa Voce di Migiana ha una storia lunga quasi
sessant’anni, infatti nel
lontano 1945, esattamente nel mese di marzo,
fu dato alle stampe il primo numero che recava la seguente
dicitura:”Bollettino Parrocchiale di Migiana di M.M –
Esce…..quando può”. Non sappiamo quante persone ricevettero il
numero, perché a quei tempi vi erano altri problemi più urgenti da
affrontare (venivano dalla disastrosa guerra) tuttavia in esso si
ravvisava l’indole e l’identità di questo Bollettino, che
consisteva nel portare in rilievo gli avvenimenti più significativi
della Comunità Parrocchiale, per leggerli alla luce del Vangelo,
secondo quella felice affermazione che ritroveremo ampiamente sviluppata
diciotto anni più avanti nel Concilio Vaticano II: “saper leggere la
storia alla luce dei segni dei tempi”. L’uscita del giornale non fu
regolare, alternò alcuni periodo in cui fu assente completamente ad
altri in cui fece particolarmente sentire la sua Voce. Poi dall’anno
2000 esso è uscito regolarmente ogni mese, perché questo fu
l’obiettivo che ci si prefisse, vista la necessità di fornire una
lettura corretta della storia che si andava compiendo. Nella vita di una
parrocchia un piccolo e modesto giornale serve per aprirla
all’esterno, per darle quella voce che altrimenti sarebbe soffocata
dal chiasso assordante della odierna civiltà materialista, ma ancor di
più per fare apostolato, cioè annunciare il Vangelo che è Gesù
Cristo. Lo stesso Concilio che abbiamo citato prima,
nel documento Inter mirifica sollecitò la diffusione della
stampa cattolica al fine di: “formare, rafforzare e promuovere
opinioni pubbliche rispettose della legge naturale, della morale
cattolica e per far conoscere nella giusta luce fatti e cose che
riguardano la Chiesa” da una parte
e dall’altra a far comprender ai fedeli l’esigenza
di “leggere e di far conoscere la stampa cattolica per
abituarsi a giudicare cristianamente ogni avvenimento”.
Pensiamo che la presenza di uno strumento come il nostro giornale
parrocchiale aiuti le persone a sviluppare le suddette caratteristiche,
specialmente in questo particolare contesto culturale, nel quale i mass
media orientano non solo le scelte personali ma anche la stessa
coscienza collettiva di interi popoli. Ci sentiamo dei nani
in confronto ai giornali che ogni giorno fanno opinione, ma
questa nostra effettiva situazione si capovolge quando pensiamo che
servendo la Verità attraverso un piccolo giornale si è come nani in
cima alla vetta di una montagna. Questo accade perché la Chiesa è “
esperta in umanità”, così come affermava Paolo VI, poiché Cristo
stesso è il solo capace di svelare veramente all’uomo chi egli è. A
pieno diritto perciò la comunità parrocchiale si può definire esperta
in umanità. Anzi per meglio dire dovremmo scrivere le nostre comunità,
visto che con l’arrivo di Don Franco è iniziata quell’opera di unità
pastorale che sta gradualmente abituando i componenti delle parrocchie
di Mantignana e Migiana a scambiarsi reciprocamente i propri doni e
talenti per la comunione e la edificazione dell’unica Comunità dei
credenti in Cristo. Tutto ciò ci proietta prepotentemente in una nuova
e per certi versi inedita situazione, in quanto come giornale siamo
sempre usciti per i nostri lettori migianesi e per qualche affezionato
lettore non migianese. Ora che la vita della comunità
si è aperta allo scambio dei doni con la comunità sorella di
Mantignana, ci sentiamo di
condividere anche il servizio che ha finora svolto la Voce di Migiana e
di allargarlo oltre i confini del fiume Caina. Sappiamo che anche la
Comunità di Mantignana ha il suo giornale e perciò siamo convinti che
è giunto il momento propizio di costituire un unico giornale
parrocchiale che serva entrambi le comunità o per meglio dire l’unica
Chiesa dei credenti in Cristo Gesù. Dal prossimo numero pertanto
non vi allarmate se
non troverete più il nome La Voce di Migiana. sull’intestazione e se
il formato cambierà di aspetto e di contenuto,
sappiate che dal mese di marzo saremo il giornale delle Comunità
di Mantignana e Migiana. Ci attende un impegno più gravoso ma
sicuramente più entusiasmante, perché veramente stiamo toccando con mano, anzi possiamo dire “lo
stiamo vivendo sulla nostra veste”, che è davvero iniziato un nuovo
millennio, una nuova primavera per la Chiesa di Cristo Gesù. Voce
45
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