Città della Pieve: Domenica 14 maggio trasmissione in diretta di RAI Uno della messa presieduta dal vescovo ausiliare Paolo Giulietti dalla concattedrale dei Ss. Gervasio e Protasio, prezioso scrigno d’arte e cultura.

Città della Pieve: Domenica 14 maggio trasmissione in diretta di RAI Uno della messa presieduta dal vescovo ausiliare Paolo Giulietti dalla concattedrale dei Ss. Gervasio e Protasio, prezioso scrigno d’arte e cultura.

            Anche nell’Archidiocesi perugino-pievese il centenario delle apparizioni mariane in Portogallo (13 maggio 1917 – 13 maggio 2017) sarà particolarmente vissuto. Da Città della Pieve, dove si trova uno dei primi santuari d’Italia dedicati alla Madonna di Fatima, domenica 14 maggio, alle ore 11.30, sarà trasmessa in diretta da RAI Uno la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti nella concattedrale dei Ss. Gervasio e Protasio con l’esposizione della venerata immagine della Vergine portata dal vicino santuario.

La concattedrale di Città della Pieve è un prezioso scrigno d’arte e cultura, riaperta al culto nel dicembre 2013 dopo tre anni di complessi lavori di restauro e consolidamento strutturale. Al suo interno sono custodite opere d’arte e di fede, patrimonio-simbolo della cristianità ultrasecolare della terra pievese. Si tratta di importanti capolavori del grande maestro rinascimentale Pietro Vannucci, detto il “Perugino”, e della sua Scuola. Nella circostanza della riapertura al culto, l’arcivescovo Gualtiero Bassetti esortò i numerosi presenti a «non fare dei nostri tesori artistici – e Città della Pieve lo sappiamo bene è una città d’arte – degli oggetti soltanto di contemplazione retrospettiva, ma occorre vedere nei tesori ambientali, culturali, artistici che noi abbiamo una viva sorgente di ispirazione e di impegno non solo per il passato, ma soprattutto per l’oggi. Altrimenti noi ci ridurremo tutti ad essere dei custodi di musei e basta. Le opere d’arte che in questo luogo sacro siamo ritornati a contemplare, sono un invito a rivivere in continuità la tradizione specifica della cultura e della missione nella storia di un popolo in cui il divino e l’umano mirabilmente si fondono e continuano ad esprimere il mistero dell’incarnazione», che «non solo dalla liturgia, ma anche dall’arte viene continuamente spiegato e riproposto».

Altro significativo luogo di culto pievese già menzionato è il santuario mariano, meta ogni anno di numerosi fedeli, dedicato, in occasione del Grande Giubileo del 2000, anche ai “beati santi fanciulli”, tra i quali i pastorelli di Fatima. Questo santuario continua a richiamare l’attenzione sui bambini. «Di loro – si evidenzia nella guida ai Pellegrinaggi giubilari nei Santuari diocesani di Perugia-Città della Pieve – Gesù ha detto: “Lasciare che vengano a me” (Mc 10,14). Per chi li induce al male ha usato le parole più dure: “Sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato negli abissi del mare. Guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!” (Mt 18, 8-9)». Ammonimento umano e cristiano oggi ancor più attuale; basti pensare a quel che avviene di spaventoso nei confronti dei più piccoli e indifesi: «pedofilia, pornografia, prostituzione, lavoro nero, costrizione all’accattonaggio, abbandono, separazione innaturale dai genitori con gravi deprivazioni affettive…». Il santuario delle Madonna di Fatima di Città della Pieve, in modo particolare nell’anno del centenario delle apparizioni mariane, è un luogo di culto «per porre i fanciulli sotto la protezione della Madre di Gesù, per riparare i peccati dello scandalo e quelli contro la vita, per imparare il rispetto della innata dignità dei piccoli e dei progetti che Dio ha su di loro, per crescere in un amore serio, attento, costante, che consenta ai fanciulli di realizzarsi compiutamente, per studiare corretti processi educativi e una cristiana pedagogia per l’oggi».